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La musica sacra ai tempi di Caravaggio. Festina Lente a San Luigi dei Francesi tra ombre, cromatismi e nuove prassi nella Roma del primo Seicento

A San Luigi dei Francesi, con La musica sacra ai tempi di Caravaggio, l’Ensemble Festina Lente diretto da Michele Gasbarro attraversa la Roma compresa fra la tarda stagione della polifonia rinascimentale e le prime inquietudini del Seicento, seguendo il passaggio dalla tradizione romana alle nuove esperienze della scrittura sacra. Al centro del programma, l’accostamento fra O vos omnes di Carlo Gesualdo e le nuove Sacrae Cantiones di Philippe Hersant, presentate in prima esecuzione assoluta. Il percorso comprende le ardite sperimentazioni armoniche di Giovanni De Macque e Nicola Vicentino, la scuola musicale di San Luigi con Giovanni Maria Nanino, Francesco Soriano e Abundio Antonelli e l’ambiente dell’Oratorio di Filippo Neri con Francisco Soto de Langa, Sebastiano Raval e Tomás Luis de Victoria.


Un concerto meditato e di estremo interesse quello di Festina Lente, diretto da Michele Gasbarro, con un programma che prende avvio dipanandosi in una delle fasi di svolta della musica sacra tra Cinquecento e Seicento. Qui la tradizione polifonica romana entra in rapporto con nuove esperienze compositive, sviluppando nuovi orientamenti della scrittura sacra. A cavallo di questi due secoli, il panorama italiano è attraversato da sperimentazioni sempre più marcate sul piano della scrittura, dell’armonia, degli organici vocali e strumentali. San Luigi dei Francesi offre in tal senso un punto di riferimento concreto per seguire da vicino quel fervente laboratorio musicale, ancora fortemente legato alla tradizione polifonica palestriniana.

Per rimanere aderenti allo spirito del programma, è necessaria una riflessione sul rapporto fra Gesualdo e il contemporaneo Philippe Hersant. L’accostamento di una pagina del repertorio antico a una nuova composizione del nostro tempo prende spunto dalla riflessione di Omar Calabrese e dalla sua definizione di età neobarocca: un confronto fondato sulla presenza di forme diverse, sulla trasformazione dei linguaggi e sul rapporto fra passato e contemporaneità. Gesualdo rappresenta il riferimento storico; Hersant riprende due testi già musicati dal Principe di Venosa e li elabora in una nuova scrittura. Questo aspetto è interessante perché ci troviamo di fronte a un confine di transito: rifiutando le rigidità accademiche, il compositore francese fa emergere la vivacità di un cantiere aperto a nuove possibilità di ascolto, proponendo un itinerario critico e narrativo teso a riscoprire, dietro l’apparente silenzio dei testimoni storici, il soffio di una prassi perennemente viva.

Ed è proprio la prima parte del concerto a mettere a confronto questa dinamica. Gasbarro inserisce O vos omnes di Gesualdo, responsorio della Settimana Santa tratto dal Sacrarum cantionum quinque vocibus, liber primus, pubblicato a Napoli nel 1603 e composto per cinque voci, mettendo in parallelo le Sacrae Cantiones di Philippe Hersant: O vos omnes, Peccamen me e O crux benedicta. Il legame con Gesualdo è già presente nei Trois répons de la Semaine sainte, nei quali Hersant ha inserito brevi frammenti gesualdiani, talvolta riconoscibili, talvolta trasformati in cellule ritmiche o linee vocali.

A seguire, Giovanni De Macque con le Consonanze stravaganti porta il programma verso la scrittura strumentale e le sperimentazioni armoniche dell’ambiente napoletano, caratterizzate da cromatismi accentuati, dissonanze, sospensioni e ardite soluzioni armoniche. Nicola Vicentino con Christus qui panis a cinque voci introduce invece un altro aspetto della relazione fra repertorio profano e musica sacra: il brano è un contrafactum di L’aura che ’l verde lauro dal Libro V dei Madrigali a 5 voci, pubblicato a Milano nel 1572.

Tornando alla scuola musicale di San Luigi dei Francesi, il percorso mostra il ruolo di questo luogo di culto nella formazione musicale romana, legato soprattutto alla cerchia dei fratelli Nanino. Giovanni Maria Nanino fu maestro di cappella a San Luigi dal 1575 al 1577 e mantenne poi con la chiesa un rapporto didattico; dal 1591 il fratello Giovanni Bernardino ne divenne maestro di cappella. I due Nanino insegnarono ai pueri cantus e formarono diversi musicisti destinati a un ruolo importante nella vita musicale romana, fra cui Francesco Soriano.

Giovanni Maria Nanino è presente con l’Adoramus te Christe a cinque voci, Francesco Soriano con l’O crux ave a quattro; entrambi appartengono alla generazione formata nell’ambiente della scuola romana e rappresentano la continuità della tradizione polifonica. Soriano fu maestro di cappella a San Luigi dei Francesi dal 1578 al 1581 e fu formato anche da Nanino e Palestrina. Abundio Antonelli è rappresentato dal Quem vidistis pastores a sei voci. Originario di Fabrica di Roma, appartiene a una generazione successiva e porta il programma verso i primi decenni del Seicento: fu maestro di cappella a San Giovanni in Laterano dal 1611 al 1613 e pubblicò a Roma nel 1614 il primo libro delle Sacrarum cantionum. Il Quem vidistis pastores a sei voci figura inoltre fra le sue composizioni manoscritte. 

A seguire, il programma si inoltra nell’ambiente dell’Oratorio, ampliando la presenza di musicisti provenienti da differenti aree geografiche. Francisco Soto de Langa, spagnolo e cantore della Cappella Sistina, fu legato all’Oratorio di Filippo Neri e alla pratica delle laudi spirituali. Il quarto libro delle Laudi spirituali, pubblicato a Roma nel 1591, è la prima raccolta firmata espressamente da Soto de Langa; il concerto ne propone Il Pietoso Gesù. Sebastiano Raval, anch’egli spagnolo, pubblicò a Roma nel 1593 il primo libro dei mottetti e la sua presenza con il Salve Regina a sei voci aggiunge un altro episodio alla circolazione internazionale dei musicisti nella Roma di questi decenni. A chiudere è l’Ave Maria a otto voci di Tomás Luis de Victoria. Pubblicato per la prima volta nel 1572 nella raccolta Motecta, il celebre mottetto sfrutta la tecnica del doppio coro allo scopo di creare un magnifico gioco di rimandi ed echi sonori tra i gruppi vocali.  


La musica sacra ai tempi di Caravaggio

Ensemble Festina Lente

Michele Gasbarro, direttore

Chiesa di San Luigi dei Francesi

Roma, Piazza San Luigi dei Francesi

Lunedì 21 Settembre 2026 ore 20.30


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