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Raphael Urbinas Pictor Musicae: la riscoperta dei sonetti di Raffaello in musica. Il progetto di Simone Sorini tra poesia e cultura musicale nell’Italia rinascimentale

Raphael Urbinas Pictor Musicae, ideato da Simone Sorini, propone una lettura inedita dei sonetti autografi di Raffaello e delle rime del padre, Giovanni Santi, trasponendoli in musica secondo le prassi rinascimentali e attraverso arie coeve. Il progetto, sviluppato come opera multimediale che comprende un libro, un CD e un documentario, restituisce al pubblico una dimensione sonora finora inedita della poesia raffaellesca, offrendo con rigore filologico e sensibilità estetica una prospettiva nuova su un aspetto meno noto del maestro urbinate.


Una delle iniziative più singolari e culturalmente feconde è senza dubbio Raphael Urbinas Pictor Musicae, progetto del musicista e filologo Simone Sorini, nato in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio ed oggi concretizzato con un libro fresco di stampa corredato da una registrazione che ci offrono in maniera esaustiva una visione plurale e intensamente sensoriale del divin pittore.

Il lavoro è un'originale fusione tra pittura, poesia e musica rinascimentale al cui centro sta la riscoperta dei sonetti autografi di Raffaello; testi lirici a lungo relegati ai margini degli studi sull’artista e rinvenuti nei cartoni preparatori di alcune sue opere pittoriche. Questi componimenti, cinque autografi più uno di attribuzione incerta, non sono accompagnati da notazione musicale originale ma, come attestano le fonti contemporanee, possono essere posti in musica secondo una prassi rinascimentale documentata eppure poco praticata oggi, nella quale le arie - melodie flessibili costruite per accogliere versi metricamente coerenti - fungono da griglia sonora per la poesia.

Attraverso una rigorosa ricerca filologica, l'artista ha recuperato antiche prassi esecutive per dare voce a testi mai eseguiti in questa forma e con l'obiettivo di restituire l'universo sonoro della corte di Urbino. Oltre ai componimenti di Raffaello, la raccolta include omaggi firmati da figure a lui care come il padre Giovanni Santi e l'amico Bramante. Questa iniziativa non rappresenta quindi soltanto un lodevole tributo accademico, ma mira anche a riportare in vita la dimensione poetica meno nota del genio urbinate.

Gli studi di storia culturale e musicale del Rinascimento mostrano con chiarezza come, nelle corti italiane tra Quattro e Cinquecento, poesia e musica costituissero un sistema comunicante, nel quale la metrica dei versi era abitualmente adattata ad arie di uso corrente o a strutture melodiche flessibili, concepite proprio per accogliere testi diversi purché metricamente compatibili. 

È su questo terreno storicamente fondato che si colloca l’operazione di Simone Sorini, il quale ha attinto a spartiti a stampa prodotti a Fossombrone nei primi anni del Cinquecento, selezionando un repertorio che include rime di Giovanni Santi come Laude e Grazie, il sonetto Non son Zeus di Francesco Francia e composizioni di maestri quali Josquin Desprez e Giovanni Pierluigi da Palestrina, tutti ricondotti a un sistema di arie rinascimentali capace di dare voce ai testi secondo una prassi storicamente coerente e musicalmente eloquente.

Come accennato, il progetto è il risultato di un lungo percorso di studio e sebbene i dati storici documentabili che associano direttamente l'artista alla musica siano purtroppo scarsi, la sua produzione poetica offre uno spiraglio unico sulla sua sensibilità. La ricerca ha portato all'analisi di sei sonetti presenti nei cartoni di Raffaello; tra questi, uno è considerato apocrifo, ma è stato comunque incluso nello studio approfondito che ne ha curato la parafrasi e l'esegesi. L'obiettivo principale di Sorini è stato quello di mettere in musica questi testi, recuperando una prassi esecutiva storica e inedita. Questa metodologia, spesso trascurata anche dagli addetti ai lavori, permette di ascoltare musica che in gran parte non è mai stata eseguita fino ad ora.

Le fonti musicali utilizzate non sono casuali: la musica proviene da libri a stampa pubblicati tra il 1504 e il 1511 da uno stampatore di Fossombrone, località vicinissima a Urbino e legata alla Corte dei Montefeltro. All'interno del progetto anche un documentario che accompagna lo spettatore in un breve excursus nella città di Urbino, nelle stanze e nei luoghi che segnarono la vita di Raffaello, e al contempo nella (ri)scoperta del mondo musicale del Cinquecento. 

Strumenti, poetiche, compositori e pratiche esecutive del tempo emergono qui come cornice vivente entro la quale è possibile immaginare questi sonetti cantati per la prima volta secondo moduli storici. La ricostruzione minuziosa di testi e musiche, tratte dall’omonimo disco prodotto in parallelo con l’associazione culturale LaPoliedrica, restituisce così una forma di esperienza artistica totale dove pittura, parola e musica dialogano secondo gli orizzonti estetici rinascimentali.

In ultima analisi, l’esperienza di Raphael Urbinas Pictor Musicae impone una riflessione sulla natura stessa delle fonti artistiche rinascimentali e sulla relazione tra opera e ricezione. L’accostamento deliberato tra sonetto e struttura melodica storica apre a un dialogo fra discipline, restituendo alla figura di Raffaello non soltanto l’aurea pittorica con cui la storia dell’arte lo ha tramandato, ma anche la parola e il suono come possibilità percettive di un mondo culturale che non conosceva netti confini tra le arti. 

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