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L'homme armé Masses e Magnificat secundi toni: in uscita il terzo capitolo del Morales Project. Cristóbal de Morales nella nuova lettura di De Profundis

In uscita il prossimo primo maggio per Coro Records il terzo capitolo del monumentale Morales Project a cura di De Profundis. Il nuovo album rappresenta un ulteriore tassello di un’impresa musicologica senza precedenti, completamente dedicata all’opera sacra di Cristóbal de Morales.  Morales: L'homme armé Masses, Magnificat secundi toni, si conferma una lettura straordinaria, forgiata da rigore filologico e intensa immedesimazione emotiva, in cui ad imporsi con particolare evidenza sono la tensione spirituale trattenuta, l’uso calibrato dei contrasti cromatici e una chiarezza contrappuntistica che riflette con rara fedeltà lo stile austero e intensamente espressivo del compositore sivigliano. Il Morales Project è un ambizioso ciclo di ben dodici album, tutti concepiti per documentare integralmente l’intera produzione di Messe e Magnificat di Cristóbal de Morales, figura di rilievo nella musica sacra europea tra la morte di Josquin Desprez e l’affermazione della scuola palestriniana...

Music and the Figurative Arts in the Baroque Era, il suono nelle arti: iconografia musicale tra Seicento e Settecento

Esce in questi giorni il volume collettivo Music and the Figurative Arts in the Baroque Era, pubblicato da Brepols nella collana Speculum Musicae (vol. 59) e curato da Florence Gétreau, directrice de recherche emerita del CNRS e fondatrice della rivista Musique, Images, Instruments, e da Fulvia Morabito, presidente dell'Edizione Nazionale delle opere complete di Luigi Boccherini. Undici contributi dedicati al rapporto tra musica e arti figurative nel Seicento e nel Settecento, con particolare attenzione a Italia, Francia, Germania, Spagna e Austria, muovendo dall'iconografia religiosa alla scenografia teatrale, dal ritratto musicale all'immagine di corte, in un arco che abbraccia figure come Giacomo Carissimi, Johann Adam Reincken, Dietrich Buxtehude e Farinelli. Al centro del progetto, l'immagine come fonte primaria, capace di documentare pratiche esecutive, funzioni sociali e strategie simboliche che la fonte scritta non sempre registra. Nel 1995 Florence Gétreau fond...

La Cappella Musicale di Santa Maria del Fiore e le sue fonti. La polifonia rinascimentale e barocca, il repertorio sette-ottocentesco: alle origini del fondo musicale fiorentino

Nell'autunno del 2025, a distanza di quasi trent'anni dall'avvio della ricerca, la Casa Editrice Leo S. Olschki ha pubblicato il catalogo del fondo musicale conservato nell'Archivio dell'Opera di Santa Maria del Fiore, primo inventario sistematico mai realizzato su questo corpus. L'opera, che si articola in due volumi L'opera, che si articola in due volumi di cui il secondo suddiviso in due tomi, è firmata dal compianto Frank A. D'Accone, già professore emerito dell'Università della California di Los Angeles e tra i massimi studiosi della musica fiorentina del Rinascimento, e da Gabriele Giacomelli, organista, musicologo e docente di Storia della musica al Conservatorio G. B. Martini di Bologna. Il volume I, qui recensito, ospita i saggi storici sui maestri, gli organici, le prassi esecutive e il patrimonio librario della Cappella dalla seconda metà del Quattrocento alla fine dell'Ottocento. Quando Guillaume Dufay compose il mottetto Nuper rosaru...

Medioevo musicale, la polifonia reinventata: Notre Dame nel Novecento tra filologia e proiezione culturale

La polifonia medievale è stata costantemente reinventata nel corso del Novecento, e le scelte esecutive di musicologi e interpreti appaiono spesso più come espressione delle estetiche dominanti della loro epoca che come esito di un'analisi documentaria delle fonti superstiti. Dalle ideologie nazionaliste tedesche e francesi che plasmarono il primo revival fino al ruolo del mercato discografico nell'orientare la ricezione del repertorio del XII e XIII secolo, ogni stagione della riscoperta ha prodotto un Medioevo sonoro a propria immagine. Figure come Noah Greenberg e l'Hilliard Ensemble hanno adattato la Scuola di Notre Dame a sensibilità radicalmente diverse, la prima legata ai movimenti politici e sociali statunitensi, la seconda all'estetica del minimalismo contemporaneo, mostrando che quella visione è sempre una costruzione mediata dai concetti dominanti del tempo in cui viene elaborata. Hilma af Klint, Altarpieces and Closing Painting, 1915. @ Buggenheim Bilbao La ...

𝐴𝑟𝑠 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑢𝑠 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑢𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑠 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑢𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑜𝑑𝑜𝑠 𝑖𝑢𝑟𝑖𝑠: il diritto come fondamento della teoria musicale nel XIV secolo

Un trattato anonimo del Trecento, trasmesso parzialmente da Edmond de Coussemaker nei suoi Scriptores de musica medii aevi sotto la sigla Anonymous V e restituito nella sua integrità critica da C. Matthew Balensuela, pone la teoria della notazione mensurale medievale in un rapporto sistematico e deliberato con la filosofia scolastica e con il diritto canonico e civile medievale. L'Ars cantus mensurabilis mensurata per modos iuris si distingue dalla produzione trattatistica coeva dell'ars nova non per i contenuti tecnici, largamente dipendenti dal Libellus cantus mensurabilis attribuito a Johannes de Muris, ma per il metodo argomentativo adottato, che impiega massime giuridiche, allusioni alla lex regia e alla controversia di Becket, e questioni filosofiche come la potentia Dei absoluta per fondare e dimostrare le regole del cantus mensuralis. Il trattato testimonia la permeabilità degli spazi intellettuali del XIV secolo e la funzione epistemica che la musica poteva assumere al...

La Passione secondo Matteo di J.S. Bach: l’umanità al centro del sacro. All'Auditorium liturgia, dramma e meditazione

Un concerto da segnare in agenda, collocato nel cuore della Settimana Santa. Dal 2 al 4 aprile, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, l’Orchestra, il Coro e le Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia eseguono la Matthäus-Passion BWV 244 sotto la direzione di Riccardo Minasi. Il tenore britannico James Gilchrist, tra i più autorevoli interpreti contemporanei del ruolo dell’Evangelista, sostiene la narrazione, mentre il basso americano Cody Quattlebaum interpreta il Cristo. Completano il cast Jane Archibald, Sophie Rennert, Linard Vrielink ed Edwin Crossley-Mercer. Le tre recite si inseriscono nella Settimana Santa, richiamando la funzione liturgica originaria dell’opera, composta per il Vespro del Venerdì Santo nella Thomaskirche e concepita come meditazione corale sulla Passione secondo il Vangelo di Matteo. Nel mondo dell’arte accade spesso che il giudizio dei contemporanei diverga da quello dei posteri. Nel caso della Pass...

𝐶𝑎𝑛𝑡𝑢𝑚 𝑝𝑢𝑙𝑐𝑟𝑖𝑜𝑟𝑒𝑚 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒: il conductus, un genere restituito tra caudae, ritmo e poesia

Nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi, tra la metà del XII e i primi decenni del XIV secolo, un repertorio di oltre ottocento componimenti latini monodici e polifonici occupò per quasi un secolo un ruolo centrale nella cultura musicale europea, per poi scivolare ai margini della storiografia moderna. Il conductus è il primo genere polifonico della storia occidentale interamente fondato su materiale compositivo originale, privo di qualsiasi cantus prius factus nel tenor, e la ricerca ha a lungo privilegiato l'organum e il mottetto, suoi contemporanei nell'ambiente parigino. Soltanto a partire dagli studi di Gordon A. Anderson e dalla monografia di Mark Everist il genere ha ritrovato una posizione adeguata nel dibattito musicologico, mentre il progetto Cantum pulcriorem invenire , promosso dall'Arts and Humanities Research Council, ha ampliato la base documentaria e riaperto le questioni legate alla struttura ritmica, alla trasmissione manoscritta e alla figura di Philipp...