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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Medioevo musicale, la polifonia reinventata: Notre Dame nel Novecento tra filologia e proiezione culturale

La polifonia medievale è stata costantemente reinventata nel corso del Novecento, e le scelte esecutive di musicologi e interpreti appaiono spesso più come espressione delle estetiche dominanti della loro epoca che come esito di un'analisi documentaria delle fonti superstiti. Dalle ideologie nazionaliste tedesche e francesi che plasmarono il primo revival fino al ruolo del mercato discografico nell'orientare la ricezione del repertorio del XII e XIII secolo, ogni stagione della riscoperta ha prodotto un Medioevo sonoro a propria immagine. Figure come Noah Greenberg e l'Hilliard Ensemble hanno adattato la Scuola di Notre Dame a sensibilità radicalmente diverse, la prima legata ai movimenti politici e sociali statunitensi, la seconda all'estetica del minimalismo contemporaneo, mostrando che quella visione è sempre una costruzione mediata dai concetti dominanti del tempo in cui viene elaborata. Hilma af Klint, Altarpieces and Closing Painting, 1915. @ Buggenheim Bilbao La ...

𝐴𝑟𝑠 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑢𝑠 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑢𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑠 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑢𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑜𝑑𝑜𝑠 𝑖𝑢𝑟𝑖𝑠: il diritto come fondamento della teoria musicale nel XIV secolo

Un trattato anonimo del Trecento, trasmesso parzialmente da Edmond de Coussemaker nei suoi Scriptores de musica medii aevi sotto la sigla Anonymous V e restituito nella sua integrità critica da C. Matthew Balensuela, pone la teoria della notazione mensurale medievale in un rapporto sistematico e deliberato con la filosofia scolastica e con il diritto canonico e civile medievale. L'Ars cantus mensurabilis mensurata per modos iuris si distingue dalla produzione trattatistica coeva dell'ars nova non per i contenuti tecnici, largamente dipendenti dal Libellus cantus mensurabilis attribuito a Johannes de Muris, ma per il metodo argomentativo adottato, che impiega massime giuridiche, allusioni alla lex regia e alla controversia di Becket, e questioni filosofiche come la potentia Dei absoluta per fondare e dimostrare le regole del cantus mensuralis. Il trattato testimonia la permeabilità degli spazi intellettuali del XIV secolo e la funzione epistemica che la musica poteva assumere al...

La Passione secondo Matteo di J.S. Bach: l’umanità al centro del sacro. All'Auditorium liturgia, dramma e meditazione

Un concerto da segnare in agenda, collocato nel cuore della Settimana Santa. Dal 2 al 4 aprile, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, l’Orchestra, il Coro e le Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia eseguono la Matthäus-Passion BWV 244 sotto la direzione di Riccardo Minasi. Il tenore britannico James Gilchrist, tra i più autorevoli interpreti contemporanei del ruolo dell’Evangelista, sostiene la narrazione, mentre il basso americano Cody Quattlebaum interpreta il Cristo. Completano il cast Jane Archibald, Sophie Rennert, Linard Vrielink ed Edwin Crossley-Mercer. Le tre recite si inseriscono nella Settimana Santa, richiamando la funzione liturgica originaria dell’opera, composta per il Vespro del Venerdì Santo nella Thomaskirche e concepita come meditazione corale sulla Passione secondo il Vangelo di Matteo. Nel mondo dell’arte accade spesso che il giudizio dei contemporanei diverga da quello dei posteri. Nel caso della Pass...

𝐶𝑎𝑛𝑡𝑢𝑚 𝑝𝑢𝑙𝑐𝑟𝑖𝑜𝑟𝑒𝑚 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒: il conductus, un genere restituito tra caudae, ritmo e poesia

Nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi, tra la metà del XII e i primi decenni del XIV secolo, un repertorio di oltre ottocento componimenti latini monodici e polifonici occupò per quasi un secolo un ruolo centrale nella cultura musicale europea, per poi scivolare ai margini della storiografia moderna. Il conductus è il primo genere polifonico della storia occidentale interamente fondato su materiale compositivo originale, privo di qualsiasi cantus prius factus nel tenor, e la ricerca ha a lungo privilegiato l'organum e il mottetto, suoi contemporanei nell'ambiente parigino. Soltanto a partire dagli studi di Gordon A. Anderson e dalla monografia di Mark Everist il genere ha ritrovato una posizione adeguata nel dibattito musicologico, mentre il progetto Cantum pulcriorem invenire , promosso dall'Arts and Humanities Research Council, ha ampliato la base documentaria e riaperto le questioni legate alla struttura ritmica, alla trasmissione manoscritta e alla figura di Philipp...

Early Music Day, un millennio in un giorno: al via oggi la giornata internazionale della musica antica tra prassi esecutiva e memoria sonora

Oggi 21 marzo 2026, nella ricorrenza del trecentoquarantesimo compleanno di Johann Sebastian Bach e del primo giorno di primavera, in tutto il mondo si celebra  la quattordicesima edizione dell'Early Music Day, la giornata internazionale della musica antica promossa da REMA, il Réseau Européen de Musique Ancienne. Centinaia di eventi tra concerti, laboratori, masterclasses e trasmissioni online coinvolgono oltre venti paesi, con le flautiste olandesi Lucie Horsch e Sarah Jeffery nominate ambasciatrici dell'edizione 2026. Il programma attraversa oltre un millennio di repertorio, dalla polifonia rinascimentale al Seicento italiano, dal clavicembalo solistico alla performance multidisciplinare, confermando la vitalità di un settore capace di interrogarsi senza sosta sul proprio rapporto con la storia. Una scelta simbolica quella di oggi 21 marzo che intende unire il rinnovamento della primavera all'eredità di un compositore emblematico nella rappresentazione di un repertorio c...

Mencía. Duchessa di Calabria: Cantoría, un ritratto musicale tra Valencia, Napoli e Fiandre

Sabato 21 marzo 2026 la Chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli ospita un concerto della Giornata Europea della Musica Antica, realizzato in collaborazione con l’Instituto Cervantes e con la curatela artistica della Fondazione Pietà de’ Turchini. L’Ensemble Cantoría dedica la serata a Mencía de Mendoza, duchessa di Calabria e figura centrale del primo Rinascimento iberico, restituendo un ambiente cortigiano in cui si incontrano tradizioni musicali di Valencia, Napoli e delle Fiandre, e in cui la musica fungeva da strumento di mecenatismo e rappresentazione culturale. Il concerto conclude un percorso già avviato con omaggi ad Anna Carafa e a Giulia De Caro, completando un disegno che pone al centro il ruolo delle donne nella costruzione delle culture musicali di corte. Il progetto presentato a Napoli si fonda su un programma costruito con consapevolezza filologica, pur senza rigidità cronologica. La scelta di Mencía de Mendoza orienta lo sguardo verso una dimensione europea della com...

𝑆𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ'𝑖𝑜 𝑙𝑎 virtù 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑐𝑎, la scena e il giudizio: identità, reputazione e trasgressione delle virtuose dall'età barocca al Romanticismo. La Call for Paper del Conservatorio di Santa Cecilia

Il Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma lancia una call for papers per il convegno internazionale «So anch'io la virtù magica»: moralità e libertinaggio delle virtuose tra Sei e Ottocento, in programma dal 15 al 17 dicembre 2026 a Roma, promosso con il sostegno del Ministero dell'Università e della Ricerca. Il comitato scientifico, composto da Antonio Caroccia, Teresa Chirico, Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, propone un'indagine interdisciplinare sulla condizione delle cantanti, delle attrici e delle danzatrici nell'arco di tre secoli, sospese tra il riconoscimento della loro eccellenza artistica e la sistematica delegittimazione morale subita dalla società coeva. Le proposte dovranno essere inviate all'indirizzo convegni@conservatoriosantacecilia.it entro il 15 settembre 2026, con l'accettazione comunicata entro il 30 settembre 2026. Museo Gypsotheca Antonio Canova.  Cinque danzatrici con ghirlande di fiori,  1799 Di grande inte...

Peterhouse Mass e altri lavori di Christopher Tye: un recupero filologico d'eccellenza. In uscita per Hyperion l'atteso album di Cinquecento

Esce il prossimo 27 marzo per l'etichetta Hyperion, il nuovo disco di Cinquecento. A pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale, l'ascolto anticipato di questo nuovo lavoro dell'ensemble viennese ci consente di affermare con ragionevole certezza che si tratta di una delle produzioni discografiche più significative degli ultimi anni nel campo della polifonia rinascimentale inglese. La Peterhouse Mass e altri lavori di Christopher Tye restituiscono finalmente al compositore la centralità che i contemporanei gli riconoscevano senza riserve.  Custoditi per secoli nelle biblioteche di Cambridge, i partbooks di Peterhouse celano una delle voci più originali e meno celebrate della polifonia Tudor. Christopher Tye fu un compositore capace di attraversare indenne le rivoluzioni liturgiche imposte da quattro monarchi senza mai disperdere la coerenza di un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. Cinquecento, ensemble paneuropeo tra i più autorevoli nel campo della polifon...

Philosophical Hermeneutics and Musical Interpretation: Gadamer, Ricœur e il senso dell'interpretazione musicale. La Call per il convegno internazionale

È aperta fino a domenica 22 marzo 2026 la Call for Papers per il convegno internazionale virtuale "Philosophical Hermeneutics and Musical Interpretation", organizzato dal Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini e dall'IAM-Institute for Applied Musicology, in programma online dal 19 al 21 giugno 2026.  Tra i keynote speakers figurano Michael L. Klein (Temple University, Boyer College of Music and Dance) e Joan Grimalt (Escola Superior de Música de Catalunya). Un'occasione rara, che rimette al centro del dibattito musicologico uno dei nodi più fecondi e irrisolti dell'intera teoria musicale. C'è una domanda che la musicologia contemporanea non riesce a smettere di porsi, anche quando si trova a confrontarsi con gli strumenti più sofisticati dell'analisi formale o con le acquisizioni più recenti delle scienze cognitive: che cosa significa, davvero, interpretare la musica? La questione non riguarda soltanto i performer che scelgono un'agogica, una dinami...

L'homme armé, seduzione di una chanson. Quando il profano si eleva alla dignità del sacro: tecnica del cantus firmus e mobilità strutturale nella Missa di Palestrina

La Missa L'homme armé a cinque voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina, pubblicata nel 1570 nel quadro del corpus delle messe del compositore romano, rappresenta uno dei casi di studio più rilevanti per comprendere il trattamento palestriniano del cantus firmus. Rispetto alla tradizione franco-fiamminga che aveva già prodotto oltre trenta elaborazioni della medesima chanson borgognona, con contributi decisivi da parte di Guillaume Dufay, Johannes Ockeghem e Josquin des Prez, Palestrina non si limita a collocare la melodia nel tenore secondo la prassi consolidata, ma ne trasforma la funzione strutturale attraverso procedure tecniche di sistematica varietà. L'aumentazione delle note del cantus firmus, la sua mobilità tra le voci in accordo con le esigenze espressive dei singoli movimenti, il trattamento motivico dei profili melodici nelle voci libere, e soprattutto il rigido vincolo armonico che le note tenute impongono alla tessitura verticale nell'Agnus Dei II, costituisco...