Rinascimento senza frontiere. Ridisegnare la mappa della musica antica: l'Accademia Musicale Chigiana lancia la Call for Papers per il convegno internazionale a Siena
L'Accademia Musicale Chigiana lancia una Call for Papers per il convegno internazionale "Rinascimento musicale nella storia globale e nella prassi contemporanea" che si svolgerà a Siena dal 3 al 5 dicembre 2026. L'invio dei contributi è aperto fino al 19 aprile 2026 e chiama studiosi da tutto il mondo a rimettere in discussione una stagione della storia musicale che la storiografia ha troppo a lungo confinato nei perimetri dell'Europa occidentale.
Il convegno internazionale "Rinascimento musicale nella storia globale e nella prassi contemporanea", promosso dall'Accademia Musicale Chigiana, si inserisce nella consolidata tradizione scientifica dell'istituzione senese, che fin dalle origini ha svolto un ruolo di primo piano nella rivalutazione dei repertori di musica antica e nella promozione del dibattito musicologico a livello internazionale.
L'iniziativa esplora il ruolo che la musica ha svolto tra il XIV e il XVII secolo nella trasformazione culturale europea, con particolare attenzione ai processi attraverso cui le innovazioni musicali del Rinascimento emersero da incontri interculturali mediati dal commercio, dalla diplomazia e dalla migrazione, che collegavano l'Europa con l'Africa, l'Asia e le Americhe. La trasmissione dei sistemi modali attraverso le regioni islamiche, l'adattamento di strumenti e modelli ritmici e l'influenza delle pratiche esecutive di tradizioni non europee, costituiscono alcuni dei filoni di ricerca al centro del progetto, riconoscendo nella musica una lente privilegiata per comprendere il Rinascimento attraverso la prospettiva della storia globale.
Il quadro teorico si colloca nel solco degli studi di storia globale, disciplina che negli ultimi decenni ha conosciuto una crescita significativa, rispondendo alla necessità di narrative più inclusive e diversificate del passato. Come ha osservato Sebastian Conrad, questa prospettiva impone di esplorare il ruolo dei rapporti di scambio e di ripensare le categorie storiche e la periodizzazione tradizionalmente adottate dalla storiografia occidentale. Applicata alla storia della musica rinascimentale, chiede di interrogare non solo le connessioni tra culture diverse, ma le strutture attraverso cui certi repertori sono stati tramandati o cancellati e certi scambi culturali sono stati resi possibili o impediti.
Il convegno accoglie relazioni e lecture-recital su un arco tematico che spazia dalle reti globali di scambio musicale durante il Rinascimento alla questione del colonialismo e della sua incidenza sulla formazione dei repertori, dalla prassi esecutiva storicamente informata in un contesto globale alle dinamiche di genere ed etnia nelle pratiche musicali dell'epoca, fino al ruolo degli archivi digitali nella riscrittura della storiografia musicale rinascimentale e alla ricezione di questo patrimonio nelle pratiche compositive ed esecutive contemporanee.
Studiosi e interpreti sono invitati a interrogare il significato di un mottetto, di un villancico, di una frottola alla luce di un mondo in cui le rotte commerciali collegavano Lisbona a Calicut, Venezia a Costantinopoli, Siviglia ai porti del Nuovo Mondo. La valutazione delle proposte da parte del Comitato Scientifico, composto da Giulia Accornero, Vincenzo Borghetti, Antonio Cascelli, Antonio Chemotti, Flora Dennis, Melinda Latour e Tim Shephard, terrà conto dell'originalità, della chiarezza e della pertinenza rispetto al tema.
Una selezione dei contributi sarà pubblicata nel volume 2027 del Chigiana Journal of Musicological Studies, rivista peer-reviewed fondata nel 1939 e tra le più autorevoli nel panorama della musicologia italiana e internazionale. Le proposte devono essere inviate in un unico file Word all'indirizzo chigiana.journal@chigiana.org entro il 19 aprile 2026, corredate del titolo della relazione, del nome e dell'affiliazione del relatore o dei relatori e di un abstract di circa trecento parole. Le presentazioni avranno una durata di venti minuti seguiti da dieci minuti di discussione. Le lingue ufficiali sono l'italiano e l'inglese.
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