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La Cappella Musicale di Santa Maria del Fiore e le sue fonti. La polifonia rinascimentale e barocca, il repertorio sette-ottocentesco: alle origini del fondo musicale fiorentino

Nell'autunno del 2025, a distanza di quasi trent'anni dall'avvio della ricerca, la Casa Editrice Leo S. Olschki ha pubblicato il catalogo del fondo musicale conservato nell'Archivio dell'Opera di Santa Maria del Fiore, primo inventario sistematico mai realizzato su questo corpus. L'opera, che si articola in due volumi L'opera, che si articola in due volumi di cui il secondo suddiviso in due tomi, è firmata dal compianto Frank A. D'Accone, già professore emerito dell'Università della California di Los Angeles e tra i massimi studiosi della musica fiorentina del Rinascimento, e da Gabriele Giacomelli, organista, musicologo e docente di Storia della musica al Conservatorio G. B. Martini di Bologna. Il volume I, qui recensito, ospita i saggi storici sui maestri, gli organici, le prassi esecutive e il patrimonio librario della Cappella dalla seconda metà del Quattrocento alla fine dell'Ottocento.



Quando Guillaume Dufay compose il mottetto Nuper rosarum flores per la consacrazione della cattedrale fiorentina, avvenuta il 25 marzo 1436, la musica si trovava già pienamente radicata nello spazio liturgico e istituzionale di Santa Maria del Fiore. Dalla cerimonia di consacrazione al periodo granducale mediceo, la cattedrale era stata teatro di esecuzioni passate alla storia per complessità e magnificenza, architetture sonore concepite per esaltarne la grandezza e l'acustica singolare. Eppure, nonostante questa centralità nella storia della musica italiana tra Quattrocento e Ottocento, il fondo musicale conservato nell'Archivio dell'Opera non aveva mai ricevuto un inventario sistematico e scientificamente fondato. Colma questa lacuna l'opera pubblicata da Leo S. Olschki nell'ottobre del 2025, a firma di Frank A. D'Accone e Gabriele Giacomelli, primo numero della collana "Archivi di Santa Maria del Fiore. Inventari e cataloghi", destinata a diventare strumento di riferimento per la storia delle istituzioni musicali ecclesiastiche italiane.

L'impresa era iniziata negli anni Novanta del Novecento, quando D'Accone chiamò Giacomelli a collaborare, avendo bisogno di un giovane studioso fiorentino che potesse affiancarlo nel completamento del lavoro. D'Accone aveva già alle spalle decenni di ricerca archivistica concentrata sulla musica di Firenze e Siena dal Trecento al Seicento: la sua opera in dodici volumi Music of the Florentine Renaissance, pubblicata per il Corpus mensurabilis musicae dell'American Institute of Musicology, era riconosciuta come fonte imprescindibile per la conoscenza della polifonia sacra e profana dell'epoca. 

Il dottorato conseguito ad Harvard con una dissertazione sulla storia documentaria della musica nella cattedrale e nel battistero fiorentini nel Quattrocento aveva segnato l'inizio di un rapporto con l'Archivio dell'Opera che si sarebbe protratto per tutta la vita, fino alla morte avvenuta nel giugno del 2022. Il suo metodo di lavoro, fondato su una combinazione misurata di ricerca archivistica e ragionamento critico, aveva prodotto nel tempo narrazioni al tempo stesso precise nei fatti e rigorose nell'impostazione storiografica. Nella stessa tradizione si colloca Gabriele Giacomelli, docente di Storia della musica al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, direttore artistico della rassegna O flos colende-Musica sacra a Firenze promossa dall'Opera di Santa Maria del Fiore sin dal 1997, autore di saggi in riviste come Recercare, Il Saggiatore Musicale e Nuova Rivista Musicale Italiana, nonché di voci per il Musik in Geschichte und Gegenwart e per il Dizionario Biografico degli Italiani.

Il fondo comprende, accanto ai codici corali e ad altri libri di canto piano, un vasto corpus di musica prevalentemente polifonica, costituito da manoscritti ed edizioni a stampa che coprono un arco cronologico dalla seconda metà del Quattrocento agli ultimi decenni dell'Ottocento, testimonianze di musica sacra in gran parte in esemplare unico, legate al repertorio liturgico in uso presso la cattedrale e il battistero di Firenze. La distribuzione del lavoro tra i due autori riflette la specializzazione di ciascuno: D'Accone ha curato la sezione più antica, Giacomelli quella più recente.

Il volume I, dedicato alla storia della Cappella, ai suoi maestri e al suo patrimonio librario, è costruito come un'opera storiografica autonoma. I due ampi saggi illustrano la lunga e complessa vicenda della cappella musicale della cattedrale con particolare attenzione alla successione dei principali maestri, agli organici, alle prassi esecutive, ai repertori e al patrimonio librario. La ricostruzione istituzionale e la descrizione del patrimonio librario procedono in modo convergente, consentendo di situare ogni documento nel contesto delle prassi esecutive e delle committenze che lo hanno prodotto, evitando la mera elencazione tipologica che spesso penalizza i cataloghi musicali privi di adeguato apparato storiografico.

Tra i protagonisti del percorso che i saggi ricostruiscono, emerge con particolare evidenza la figura di Marco da Gagliano, il cui passaggio alla Cappella di Santa Maria del Fiore illumina un momento di snodo nella storia della musica italiana. Nel 1608, alla morte del maestro Luca Bati, Gagliano assunse la direzione della cappella musicale della cattedrale fiorentina, divenendo nel contempo canonico di San Lorenzo e, verso il 1611, maestro di cappella alla corte dei Medici. I manoscritti delle sue composizioni sacre, tra cui un Requiem a otto voci del 1607, una Messa a sei voci del 1614 e un Te Deum a otto voci del 1618, si conservano in gran parte nell'Archivio di Santa Maria del Fiore, e rappresentano una delle dimostrazioni più concrete di come questo fondo costituisca non soltanto un archivio istituzionale ma un deposito di testimonianze musicali la cui diffusione era rimasta fino ad oggi limitata agli studiosi in grado di accedere fisicamente ai materiali originali.

Oltre milleduecento pagine documentano un corpus di fonti quasi interamente inedite, prive di inventario fino ad oggi, che la ricerca musicologica internazionale ha potuto utilizzare solo parzialmente attraverso i singoli contributi dei pochi studiosi che ne avevano esplorato le sezioni. La pubblicazione rende accessibile alla comunità scientifica un insieme di testimonianze che la storiografia della musica sacra italiana non poteva finora sistematizzare. Il musicologo Lewis Lockwood ha scritto che il lavoro di D'Accone ha sostanzialmente esteso la conoscenza corrente della storia della musica del Rinascimento italiano. Con quest'opera postuma, portata a termine da Giacomelli con rigore e fedeltà all'impostazione metodologica del collaboratore scomparso, quel contributo raggiunge la sua conclusione più organica.

Frank A. D'Accone, Gabriele Giacomelli, La Cappella Musicale di Santa Maria del Fiore e le sue fonti. La polifonia rinascimentale e barocca, il repertorio sette-ottocentesco. I. La storia, i maestri, le musiche (secoli XV-XIX), Archivi di Santa Maria del Fiore. Inventari e cataloghi, 1, Firenze, Leo S. Olschki, 2025, pp. xx-254, con 16 tavole fuori testo a colori, ISBN 9788822267863, euro 45,00.


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