Musica, parola, figura, canto: approcci interdisciplinari. Aperta la Call per il convegno su musica e discipline correlate Musica e discipline correlate (secoli XIII-XV)
Il Centro Studi “Marcello Masini” e la Fondazione Ezio Franceschini promuovono un convegno sperimentale che mette al centro il dialogo tra musica, letteratura e storia dell’arte. Una call for papers aperta a gruppi di ricerca emergenti per ridisegnare i confini filologici e interpretativi dei secoli XIII-XV. Il convegno, che si terrà nel borgo storico di Certaldo il 26 e 27 novembre 2026 è l’atto conclusivo di un percorso di alta formazione che partirà da Firenze. Cuore della proposta: il gruppo come unità di ricerca.
Il Centro Studi sull’Ars Nova italiana del Trecento “Marcello Masini”, in collaborazione con la Sezione Musica “Clemente Terni e Matilde Fiorini Aragone” della Fondazione Ezio Franceschini, organizza un convegno sulla musica dei secoli XIII-XV (compreso il repertorio più antico conservato in manoscritti del XIII secolo) destinato a gruppi di studio interdisciplinari. Il convegno, che si terrà a Certaldo dal 26 al 27 novembre 2026, rappresenta il momento conclusivo del XVI Corso di Formazione sulla Musica nel Medioevo rivolto a giovani studiosi, laureandi e dottorandi, che si terrà a Firenze, nei locali della Fondazione Ezio Franceschini, dal 23 al 26 novembre 2026.
Nel panorama della musicologia medievale, il rischio del "settorialismo" è sempre in agguato: spartiti, testi poetici e miniature sembrano talvolta viaggiare su binari paralleli, privi di quel contatto che, nel Trecento, era invece linfa vitale della creazione artistica. Per rompere questo isolamento, il Centro Studi sull’Ars Nova italiana del Trecento “Marcello Masini”, in sinergia con la Fondazione Ezio Franceschini, ha lanciato una call di rara audacia metodologica.
L’intento è quello di favorire il dialogo tra le discipline. Il bando infatti non si rivolge al singolo studioso, ma a gruppi di ricerca interdisciplinari (minimo tre persone). La formula è rigida quanto stimolante: ogni team deve includere almeno un musicista e due studiosi di ambiti affini (letteratura, storia dell’arte, filologia). L’obiettivo è guardare a un unico oggetto - che sia un brano, un autore come Landini o un genere come la ballata - attraverso un prisma di competenze diverse.
Dimenticate la classica lettura di venti minuti. A Certaldo, ogni gruppo selezionato avrà a disposizione circa due ore di tempo. Questo spazio dilatato permette un approccio laboratoriale: non solo relazioni accademiche, ma anche performance musicali e workshop che permettano di "testare" le ipotesi di ricerca sul campo.
Il comitato scientifico, che vanta nomi di prestigio internazionale come Pedro Memelsdorff, John Nádas e Anna Alberni, supervisionerà una selezione che si preannuncia rigorosa: verranno scelti solo tre gruppi (per un massimo di dieci partecipanti totali), garantendo così un livello di approfondimento e discussione fuori dal comune.
In un’epoca di precariato accademico, l’iniziativa lodevolmente supporta la nuova generazione. Oltre a non prevedere quote di partecipazione e a offrire l’alloggio, il Centro Studi mette a disposizione tre rimborsi spese da 500 euro per studiosi indipendenti o all'inizio della carriera. C’è tempo fino al 15 giugno 2026 per inviare le proposte (lingue ammesse: italiano, francese, inglese, spagnolo). Gli abstract, di massimo 3.000 caratteri, dovranno illustrare la coesione del gruppo e la novità dell’approccio metodologico.
Contatto: antonio.calvia@unipv.it

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