Rome Goes Baroque, I Madrigalisti folli: da Monteverdi a Händel, il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina in concerto a Santa Maria della Pace
Giovedì 18 giugno alle ore 21.30 la chiesa di Santa Maria della Pace ospita il concerto dell'ensemble I Madrigalisti folli, formazione vocale e strumentale del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio Statale di Musica "Ottorino Respighi" di Latina. L'appuntamento si inserisce nell'ambito dell'VIII edizione di Rome Goes Baroque, rassegna ideata e organizzata da Early Music Italia con il patrocinio del Ministero della Cultura, che nel 2026 raggiunge l'ottava edizione.
Sotto la direzione di Giorgio Matteoli, coordinatore del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina e figura di riferimento della prassi esecutiva storicamente informata in Italia, il concerto a Santa Maria della Pace, propone un percorso attraverso alcune delle più significative esperienze vocali e strumentali del Seicento europeo. Il programma riunisce musiche di Claudio Monteverdi, Barbara Strozzi, Agostino Steffani, Henry Purcell, Georg Friedrich Händel e Johann Vierdanck, affidate a studenti e docenti impegnati in un progetto che coniuga attività didattica, ricerca e pratica esecutiva.
L'ensemble comprende i soprani Sabrina Marotta, Annalisa Tassini e Teresa Varelli; i mezzosoprani Maria Vittoria Costa, Marco Paganelli e Silvia Elisabetta Pasquali Coluzzi; i contralti Iuliia Frolova e Veronica Emer; i tenori Davide Calvo e Francesco Latini; i bassi Tony Corradini e Domenico Di Francesco. Completano l'organico Daniela Di Dato alla viola da gamba, Elisabetta Ferri al clavicembalo e lo stesso Matteoli al violoncello barocco.
La selezione delle musiche disegna una geografia culturale che dalla Venezia del primo Seicento conduce alle corti dell'Europa centrale e all'Inghilterra tra Sei e Settecento. Barbara Strozzi, tra le figure più originali della produzione vocale secolare veneziana, pubblicò tra il 1644 e il 1664 otto raccolte che testimoniano l'evoluzione della cantata e della monodia accompagnata. Agostino Steffani, nato a Castelfranco Veneto nel 1654 e attivo presso numerose corti tedesche, sviluppò nei suoi celebri duetti da camera una scrittura contrappuntistica che Johann Mattheson indicò ancora nel Settecento come modello di perfezione compositiva.
A questa prospettiva si affianca la presenza di Johann Vierdanck, allievo di Heinrich Schütz e protagonista della vita musicale della Germania settentrionale, i cui Geistlicher Concerten documentano la ricezione dei modelli italiani nell'area protestante. Henry Purcell e Georg Friedrich Händel conducono infine il percorso verso il mondo anglosassone, offrendo due differenti declinazioni dell'eredità italiana all'interno della cultura musicale inglese.
L'organico stesso riflette una caratteristica fondamentale della formazione nella musica antica, fondata sul confronto diretto con le fonti, sulla conoscenza delle tecniche storiche e sulla pratica dell'ensemble come strumento privilegiato di apprendimento. Il concerto rappresenta quindi non soltanto un momento esecutivo, ma anche il risultato di un percorso di studio che coinvolge studenti e docenti nella riscoperta di repertori la cui comprensione passa attraverso la familiarità con strumenti, trattati e convenzioni interpretative dell'epoca.
Un aspetto interessante riguarda anche la scelta della sede. Santa Maria della Pace sta vivendo una stagione particolarmente vivace, diventando di fatto uno degli spazi romani più attivi nella programmazione di musica antica. Concerti dedicati alla polifonia rinascimentale, al repertorio barocco e a progetti di ricerca ed esecuzione storicamente informata, hanno progressivamente trasformato la chiesa in un punto di riferimento per musicisti, studiosi e appassionati, contribuendo alla formazione di una comunità di ascolto sempre più attenta e partecipe.

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