Passa ai contenuti principali

Aquinas in Polyphony: Josquin Desprez e il suo tempo. A Santa Maria della Scala l'omaggio musicale di Graindelavoix

Nell'ambito del convegno internazionale “Thomas Aquinas as Philosopher”, promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei, dalla Società italiana per lo studio del pensiero medievale e dal comitato scientifico coordinato da Pasquale Porro, la chiesa di Santa Maria della Scala ospita il concerto celebrativo “Aquinas in Polyphony by Josquin and his Circle”. Protagonista della serata l’ensemble belga Graindelavoix, fondato e diretto da Björn Schmelzer. In programma la Missa Pange Lingua di Josquin Desprez insieme ad alcune fra le più celebri poesie liturgiche eucaristiche attribuite a Tommaso d’Aquino.

Gli anni compresi fra il 2023 e il 2026 hanno segnato una delle più vaste stagioni commemorative dedicate a Tommaso d'Aquino, articolata attorno a tre ricorrenze fondamentali della sua biografia e della sua fortuna storica. Nel 2023 è stato celebrato il settimo centenario della canonizzazione, nel 2024 il settecentocinquantesimo anniversario della morte e fra il 2025 e il 2026 l’ottocentesimo anniversario della nascita. 

Le celebrazioni, promosse in numerosi Paesi europei ed extraeuropei, hanno confermato l’eccezionale centralità dell’Aquinate nella storia del pensiero occidentale e la persistente diffusione internazionale della sua eredità intellettuale.

In questo contesto il convegno internazionale “Thomas Aquinas as Philosopher”, ospitato a Roma, si presenta come il principale appuntamento scientifico italiano dedicato alla conclusione del trittico anniversario. La scelta della capitale assume anche un preciso significato storico, poiché proprio a Roma Tommaso fondò nel 1265 uno Studium domenicano destinato a svolgere un ruolo decisivo nella formazione del suo pensiero maturo. 

Il convegno concentra la propria attenzione sul profilo filosofico dell’Aquinate attraverso alcuni nuclei centrali della sua opera, dal confronto con Aristotele e la tradizione neoplatonica fino al dialogo con il pensiero arabo-islamico ed ebraico, affrontando inoltre questioni legate alla filosofia pratica, alla metafisica, all’antropologia e alla lunga eredità del tomismo nella cultura europea..

L'appuntamento musicale in programma il prossimo 20 maggio, conclude simbolicamente questo ciclo di celebrazioni sulla figura di Tommaso con un concerto che intende proporre un itinerario costruito attorno alla relazione fra pensiero teologico, liturgia e musica polifonica del Rinascimento.

Il programma elaborato da Graindelavoix gravita attorno alla dimensione eucaristica della poesia di Tommaso. Gli inni e le sequenze eseguiti appartengono infatti al corpus composto per l’ufficio del Corpus Domini istituito da papa Urbano IV nel 1264. Testi come il Panis angelicus, il Lauda Sion Salvatorem, il Verbum supernum prodiens e l’Adoro te devote rappresentano uno dei vertici della poesia liturgica latina medievale, dove densità teologica, precisione speculativa e intensità contemplativa trovano una sintesi di straordinaria efficacia.

Fondato ad Anversa nel 1999 da Björn Schmelzer, Graindelavoix occupa una posizione peculiare nel panorama della musica antica. L’ensemble ha dedicato una parte rilevante della propria attività alla polifonia medievale e rinascimentale, da Guillaume de Machaut a Johannes Ockeghem, da Cipriano de Rore ad Alexander Agricola. Il nome stesso del gruppo richiama il celebre saggio Le grain de la voix di Roland Barthes e rimanda all’attenzione verso la materialità della voce, intesa come presenza corporea e timbrica. Le interpretazioni dell’ensemble si distinguono per una vocalità intensa e fortemente caratterizzata, distante dalla levigatezza uniforme che ha segnato parte della prassi esecutiva novecentesca.

Al centro del concerto si colloca l’esecuzione integrale della Missa Pange Lingua, ultima grande messa probabilmente composta da Josquin negli anni conclusivi della sua vita. Fondata sull’inno eucaristico Pange lingua gloriosi corporis mysterium attribuito a Tommaso d’Aquino, la composizione costituisce uno dei più alti esempi di messa parafrasi del Rinascimento franco-fiammingo. L’architettura polifonica nasce dalla trasformazione continua del materiale gregoriano originario attraverso procedimenti imitativi e un saldo equilibrio contrappuntistico che conferiscono all’opera forte coesione formale. La musicologia considera questa messa uno dei vertici della maturità compositiva di Josquin per la chiarezza strutturale e la capacità di unire rigore liturgico e intensità espressiva.

Accanto a Josquin compaiono figure centrali della generazione franco-fiamminga attiva tra Quattro e Cinquecento, come Gaspar van Weerbeke e Antoine Brumel. Del primo saranno eseguiti il Panis angelicus e il mottetto Verbum supernum prodiens, testimonianze di una scrittura che assimila il contrappunto nordico alla cantabilità maturata negli ambienti italiani fra Milano e Roma. Brumel sarà presente con il Lauda Sion Salvatorem, ampia sequenza eucaristica nella quale la complessità imitativa si accompagna a una particolare attenzione per la declamazione del testo.

Significativo appare anche il ricorso a fonti anonime provenienti dall’Occo Codex e dalle prime stampe di Ottaviano Petrucci, figura decisiva per la diffusione europea della musica polifonica. La pubblicazione veneziana del 1503 richiamata nel programma appartiene infatti alla stagione inaugurale della stampa musicale e documenta le modalità attraverso cui il repertorio sacro rinascimentale circolò nel continente.

In questo quadro il Miserere mei Deus conclusivo assume il carattere di una meditazione sulla fragilità umana e sulla dimensione penitenziale della spiritualità tardomedievale. Il salmo di Josquin, costruito su una scrittura severa e progressivamente immersiva, raccoglie idealmente il percorso spirituale del concerto, sospeso fra riflessione teologica, rito liturgico e contemplazione sonora.


@ RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti