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Canto altomedievale e scrittura musicale: aperta la Call della conferenza di Cremona sui riti alternativi dell'Europa latina

È aperta ufficialmente la Call for Papers internazionale per la conferenza Alternative Rites. Regional Chant Traditions in Early Medieval Latin Europe, che si terrà il 3 e 4 dicembre 2026 a Cremona. Studiosi di musicologia, liturgia, paleografia, codicologia e digital humanities sono invitati a presentare le proprie proposte di contributo scientifico entro il termine perentorio del 15 agosto 2026. Il convegno, organizzato nell'ambito del progetto europeo SCRIBEMUS (Scribes of Musical Cultures), sarà ospitato dal Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia, sede di Cremonanella sua prestigiosa sede di Palazzo Raimondi, e si propone come un'occasione unica per ridiscutere i confini metodologici nello studio delle tradizioni musicali non gregoriane e delle prime tecnologie della scrittura in epoca medievale.

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Il convegno Alternative Rites. Regional Chant Traditions in Early Medieval Latin Europe, nasce dalla necessità scientifica di riconsiderare il panorama del canto liturgico latino nella sua reale complessità, offrendo una prospettiva nuova rispetto a una visione storiografica storicamente centrata sul solo repertorio gregoriano. 

Prima della progressiva imposizione del modello romano-franco, l'Europa medievale era infatti caratterizzata da un ricco e frammentato pluralismo rituale. Il focus della conferenza si concentrerà proprio sulle cosiddette tradizioni alternative e regionali, come il canto beneventano e il romano antico nell'Italia centro-meridionale, i repertori ambrosiano e aquileiese nelle regioni settentrionali della penisola, il canto ispanico antico o mozarabico nella penisola iberica, e la tradizione gallicana nei territori franchi. 

Ognuno di questi corpus musicali è giunto fino a noi attraverso testimonianze eterogenee. Se il rito ispanico antico conserva cospicue tracce di notazione neumata, la tradizione aquileiese non ha lasciato testimoni musicali diretti, costringendo i ricercatori a complesse ricostruzioni indirette attraverso lo studio di fonti più tardive.

Coordinato dal professor Giovanni Varelli, il progetto quinquennale SCRIBEMUS è finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) ed è focalizzato sulla decodifica delle prime tecnologie di scrittura musicale in Europa tra il decimo e il dodicesimo secolo. 

Il cuore del dibattito scientifico a Cremona sarà proprio il rapporto biunivoco tra la nascita della notazione e la sopravvivenza dei testi, analizzando come e perché la scrittura abbia preservato alcune tradizioni condannandone altre all'oblio. 

Un punto di forza della conferenza sarà la presentazione delle nuove prospettive metodologiche offerte dalle scienze computazionali. Il team di ricerca adotta correntemente protocolli avanzati di imaging multispettrale e di elaborazione digitale delle immagini, strumenti indispensabili per il recupero di testi e notazioni musicali altrimenti invisibili all'occhio umano, spesso nascosti all'interno di antichi codici palinsesti.

La conferenza adotterà un formato ibrido, permettendo sia la partecipazione in presenza a Cremona sia il collegamento da remoto, e la lingua ufficiale dei lavori sarà l'inglese. La relazione inaugurale del convegno sarà affidata a Emma Hornby dell'Università di Bristol, partner scientifico di SCRIBEMUS e figura di riferimento mondiale nello studio del canto liturgico altomedievale. 

Gli studiosi interessati a rispondere all'appello dovranno inviare le proprie proposte via email all'indirizzo ufficiale del progetto entro la già citata scadenza di metà agosto. Gli abstract, redatti in lingua inglese, dovranno avere una lunghezza massima di 250 parole e prevedere interventi della durata di venti minuti, a cui seguirà uno spazio per il dibattito. I candidati selezionati dal comitato scientifico riceveranno la notifica ufficiale di accettazione entro il primo settembre 2026.


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