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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Machaut secondo Chanticleer. La purezza della voce e il volto inquieto dell’Ars Nova

Machaut, il nuovo album di Chanticleer pubblicato da Delos, affronta uno dei territori più complessi del repertorio medievale. La registrazione nasce dal progetto che l’ensemble vocale di San Francisco ha dedicato a Guillaume de Machaut, mettendo a confronto due dimensioni della sua produzione, quella liturgica della monumentale Messe de Nostre Dame ad alcune delle chansons profane del più celebre poeta-compositore della Francia del Trecento.  Il nuovo progetto discografico di Chanticleer prende Guillaume de Machaut attraverso due versanti della sua attività artistica che il pubblico contemporaneo potrebbe percepire come lontani fra loro. Da una parte c’è il compositore ecclesiastico legato alla cattedrale di Reims, autore della Messe de Nostre Dame; dall’altra il poeta e musicista della lirica cortese, autore di chansons dedicate all’esperienza amorosa e alla committenza aristocratica. Il percorso discografico prosegue sulla scena con il Machaut Project, produzione diretta da Elkh...

Call for the Wailing Women, Laments and Lamentations in Italian Convents: la sofferenza tra eloquenza estetica e spazio di resistenza

Call for the Wailing Women, Laments and Lamentations in Italian Convents è il nuovo progetto discografico di Cappella Artemisia, diretto da Candace Smith per Brilliant Classics. L'album smitizza la narrazione tradizionale della clausura controriformista attraverso un rigoroso recupero filologico del lamento barocco, restituendo alle musiciste recluse dei secoli XVI e XVII uno spazio di straordinaria eloquenza estetica, politica e spirituale. La storiografia musicale recente ha definitivamente superato il radicato pregiudizio che assimilava il monastero d'età moderna a un limbo di silenzio coatto e mortificazione sensoriale. All'interno di una struttura ecclesiastica che imponeva il silenzio istituzionale al mondo femminile, l'atto del lamento funebre e la declamazione liturgica delle Lamentazioni di Geremia offrivano una rara via di fuga retorica, traducendosi in uno spazio espressivo rigorosamente codificato ma dall'impatto emotivo dirompente. La clausura non azzer...

Codicologia musicale, la voce del Medioevo: una disciplina affascinante e interdisciplinare

La codicologia musicale unisce competenze storiche, filologiche e materiali nello studio dei manoscritti medievali, rivelandone la dimensione sonora e culturale. Il codice, inteso come oggetto concreto fatto di pergamene, legature e inchiostri, conserva la memoria di una musica nata dal gesto e dalla voce. Oggi, grazie ai progetti digitali come DIAMM e CMME, queste fonti possono essere osservate e ascoltate con nuovi strumenti di ricerca, restituendo alla modernità la voce autentica del Medioevo. Il mestiere del codicologo richiede la rara capacità di muoversi tra competenze complementari, per restituire alla fonte manoscritta la sua duplice natura: documento storico e testimone sonoro, capace di evocare la musica che da essa scaturiva. Il manufatto librario, riflesso della cultura del proprio tempo, diventa così un laboratorio in cui comprendere come la musica medievale fosse scritta, eseguita e tramandata. Tradizionalmente, lo studio dei codici medievali è stato dominio di discipline...

La costruzione del Rinascimento nella storiografia musicale dell’Ottocento: un'autorappresentazione culturale

Nel secondo Ottocento la storiografia musicale italiana si trovò in una fase di definizione. Mentre la Germania e l’area anglosassone iniziavano a stabilire i primi criteri metodologici della musicologia come disciplina, in Italia la riflessione storica conservava ancora un carattere fortemente ideologico. In questo contesto il Rinascimento divenne un terreno privilegiato di interpretazione, una sorta di specchio attraverso cui proiettare ideali nazionali, morali e artistici. La musica, spesso considerata un’arte tardiva rispetto alle altre, veniva chiamata a dimostrare la propria legittimità nel grande racconto della civiltà italiana. La periodizzazione, più che una questione di cronologia, era un gesto culturale e identitario. L’immagine del Rinascimento variava così in funzione delle concezioni storiche e filosofiche di ciascun autore, le cui letture seppur divergenti segnano due paradigmi della nascente storiografia musicale italiana: quello confessionale e quello scientifico. Alcu...

Note di Potere, la musica al servizio dell’élite barocca: il compositore tra dinamiche politiche, identità aristocratica ed estetica del tempo

Nel Seicento italiano la musica divenne uno degli strumenti più efficaci attraverso cui l’élite barocca costruiva e comunicava la propria autorità. Il compositore, figura capace di muoversi tra esigenze estetiche e strategie di rappresentanza, partecipava attivamente alle dinamiche politiche delle corti, contribuendo a modellare l’identità aristocratica e a sostenerne l’immagine pubblica. L’attività musicale alimentava reti di prestigio che univano principi, cardinali e accademie, trasformando il suono in un elemento centrale della cultura del potere e in una componente determinante della vita sociale e simbolica dell’aristocrazia barocca. Nel Seicento la musica assunse un ruolo centrale nella definizione dell’identità nobiliare, entrando a far parte degli atteggiamenti intellettuali richiesti all’aristocrazia. L’immagine del cortigiano ideale non si fondava più soltanto sulla nobiltà di sangue ma anche sulla capacità di mostrare una nobiltà virtuosa. La competenza musicale divenne co...

Genesi della tonalità: dalle modalità acustiche alla logica armonica. Una Sintesi tra Dahlhaus e Duffin

La genesi della tonalità armonica, intesa come sistema strutturante e fondamento estetico dell’opera musicale moderna, ha rappresentato un tema centrale della storiografia musicale. Integrando le riflessioni metodologiche di Carl Dahlhaus sul ruolo della tonalità con l’analisi empirica di Ross W. Duffin sull’ideale acustico della Just Intonation nel Rinascimento, è possibile ricostruire un quadro più articolato del percorso che ha condotto al linguaggio tonale europeo. Esempi concreti mostrano come la modalità rinascimentale e il senso di tonalità nascente si intreccino, prefigurando le strutture armonico-funzionali dei secoli successivi. La genesi della tonalità armonica europea può essere interpretata come il risultato della convergenza tra aspirazioni estetiche e vincoli pratici. Fondamentali in tal senso sono le riflessioni di Carl Dahlhaus sulla formazione della tonalità moderna e l’analisi di Ross W. Duffin sull’Intonazione Giusta nel Rinascimento, che mostrano come l’evoluzione ...

Peterhouse Mass e altri lavori di Christopher Tye: un recupero filologico d'eccellenza. In uscita per Hyperion l'atteso album di Cinquecento

Esce il prossimo 27 marzo per l'etichetta Hyperion, il nuovo disco di Cinquecento. A pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale, l'ascolto anticipato di questo nuovo lavoro dell'ensemble viennese ci consente di affermare con ragionevole certezza che si tratta di una delle produzioni discografiche più significative degli ultimi anni nel campo della polifonia rinascimentale inglese. La Peterhouse Mass e altri lavori di Christopher Tye restituiscono finalmente al compositore la centralità che i contemporanei gli riconoscevano senza riserve.  Custoditi per secoli nelle biblioteche di Cambridge, i partbooks di Peterhouse celano una delle voci più originali e meno celebrate della polifonia Tudor. Christopher Tye fu un compositore capace di attraversare indenne le rivoluzioni liturgiche imposte da quattro monarchi senza mai disperdere la coerenza di un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. Cinquecento, ensemble paneuropeo tra i più autorevoli nel campo della polifon...

La Passione incisa: dal manierismo alla tintinnabuli, dieci registrazioni essenziali per la Settimana Santa secondo Gramophone

Alla vigilia della Settimana Santa 2026, Gramophone ha riunito in una selezione di dieci registrazioni un percorso d’ascolto che riflette, con notevole chiarezza, la persistenza e la trasformazione di questo repertorio nel panorama contemporaneo. L’arco cronologico, che dai Responsori delle Tenebre di Carlo Gesualdo conduce alle Passioni di Johann Sebastian Bach, fino alle scritture di Arvo Pärt, James MacMillan e Kaija Saariaho, non si limita a una ricognizione storica ma evidenzia una linea di continuità fondata proprio sulla centralità della voce. La rivista mensile britannica Gramophone ha riunito una selezione di dieci registrazioni essenziali che ambisce a restituire una precisa immagine della ricezione contemporanea di questo repertorio nel suo sviluppo storico. Dall’intensità espressiva dei Responsori delle Tenebre di Carlo Gesualdo fino alle grandi architetture delle Passioni di Johann Sebastian Bach, qui rappresentate anche nell’interpretazione diretta da Raphaël Pichon con l...

Harmonia est discordia concors. Franchino Gaffurio: educazione musicale e trionfo estetico della polifonia vocale

Compositore, teorico musicale ed eccelso umanista, Franchino Gaffurio visse a cavallo fra i secoli XV e XVI e per circa mezzo millennio illuminò l'universo musicale nel momento supremo della polifonia vocale. Con il trattato Angelicum ac divinum opus musicae, il perfectus musicus, sviluppa il concetto di armonia regalandoci un modello storico-culturale di educazione musicale. Franchino Gaffurio, fu una personalità chiave della trattatistica musicale ed attore partecipe del rinnovamento della cultura e dei metodi d'indagine attuati durante il Rinascimento. Si distinse per aver portato l'alta concezione della musica sulla terra, affrancandone completamente il pensiero estetico di matrice boeziana, ossia di carattere spiccatamente speculativo, sviluppando il concetto di armonia come disciplina che si occupa di stabilire le leggi che governano la verticalità dei suoni. Nei suoi trattati, di vastissima risonanza, egli affronta con spirito critico, lo studio del linguaggio sonoro...

Philippe de Monte, fallimenti, ostacoli e miserie di uno dei più grandi polifonisti rinascimentali

Prolifico madrigalista, autorevole compositore di messe e brani religiosi, Philippe de Monte è stato senza dubbio, e resta, uno dei grandi del suo tempo. Celebrato in vita alla stregua di Lasso e Palestrina, dopo la sua morte è lentamente caduto nell'oblio tanto che oggi ben pochi ricordano la sua grandezza. La sua gigantesca opera non è stata completamente dimenticata. Sarà di scena infatti a breve un film concerto a cura del coro Graindelavoix diretto da Björn Schmelzer con composizioni in cui fallimenti, ostacoli e miserie sono gli elementi centrali che ci regalano un ritratto unico di De Monte e del suo successo negato. Il "Don Chisciotte del madrigale italiano". Così Philippe de Monte viene chiamato tra la ristretta élite di appassionati cultori della polifonia rinascimentale. Il riferimento al personaggio creato da Miguel de Cervantes, è facilmente intuibile in quanto il compositore fiammingo si evidenzia come combattente tragico. La sua lotta era incentrata sulla r...

Libri. La tecnica del contrappunto vocale nel Cinquecento. Un trattato fondamentale per giovani compositori

Scritto da Renato Dionisi e Bruno Zanolini per la Suvini Zerboni, La tecnica del contrappunto vocale nel Cinquecento è ancora oggi un testo di riferimento per quanti vogliano intraprendere gli studi di composizione offrendo all'allievo una base per potersi appropriare di un solido artigianato che gli consenta di "piegar la nota al voler dell'idea". Quello scritto da Renato Dionisi e Bruno Zanolini che fu suo allievo, costituisce un'ottima guida sullo studio del contrappunto e per la formazione del giovane compositore che ancora non ha individuato una personale cifra stilistica. La scrittura corale era per Dionisi, allievo di Celestino Eccher, maestro di formazione romana, la base di ogni possibile apprendistato in virtù del rigore che la scrittura corale impone e del relativamente più facile controllo che se ne può avere.  In Italia, e non solo in Italia, gli studi di composizione si svolgono ancora secondo un percorso obbligato, che parte dall'armonia, proseg...

Musica Sacra, successo e sviluppo della Messa Parodia Rinascimentale

Nel Rinascimento la Messa Parodia è stata una delle tecniche di composizione più utilizzate. Nota anche come messa imitativa, la messa parodia utilizza come canto fermo, o introduce nella sua musica in maniera più elaborata, un mottetto conosciuto, assumendone anche il nome. Una breve analisi di messa parodia di due dei più famosi compositori rinascimentali: Palestrina e De Victoria in programma nel concerto del Coro Johannes Ockeghem, nell'ambito della Rassegna  Concerti alla Pace. Una delle tecniche di composizione più utilizzate nel XVI secolo è stata la cosiddetta Messa Parodia. Tale scelta compositiva significava, in generale, avvalersi di materiale musicale preesistente per ricostruire un nuovo componimento.  Tutto ciò - oggi - sarebbe definito "plagio", ma all'epoca tale prospettiva estetica e giudizio etico non albergava tra i musicisti, in modo tale che tanta musica diventava materia da rivisitare come, ad esempio, la trascrizione di modelli vocali per strum...

The Style of Palestrina and the Dissonance, il trattato di Knud Jeppesen. La gestione della dissonanza nel contrappunto palestriniano

"The Style of Palestrina and the Dissonance" è uno dei trattati più importanti dell'eminente musicologo Knud Jeppesen, dedicato al più grande creatore rinascimentale di musica liturgica e venerato compositore del XVI secolo:‎ Giovanni Pierluigi da Palestrina.  Con il motu proprio, Tra le sollecitudini, Pio X scrisse un documento con il quale intendeva disciplinare la musica sacra che veniva eseguita nelle chiese, presentando anche alcune qualità che la buona musica sacra dovrebbe possedere: "santità, bontà di forme e universalità" . Il Papa proponeva come supremo modello della musica sacra il canto gregoriano e poi la polifonia rinascimentale, rappresentata dal più grande esponente della scuola romana: Giovanni Pierluigi da Palestrina. Il Papa in sostanza si voleva allontanare da un certo modernismo che via via si andava diffondendo e che andava in qualche modo a contaminare quella purezza delle forme tanto desiderate all'epoca della controriforma. Così, nel...

Orlando di Lasso, quel senso di misteriosa sacralità liturgica dei Psalmi Davidis poenitentiales

Orlando di Lasso per la straordinariamente prolifica produzione e per la varietà di generi e stili frequentati, può a ragione considerarsi insieme a Palestrina e a Victoria uno dei sommi maestri dell’arte musicale del XVI secolo. Commissionati espressamente dal duca Alberto V il Magnanimo, i Salmi penitenziali ancor oggi emanano un senso di misteriosa sacralità liturgica che trova magnifico riscontro nel tono meditativo e nel carattere “reservato” della musica. Oltre 2000 composizioni tra le quali più di 50 messe e un migliaio di mottetti: questa l'enorme opera di Orlando di Lasso. Compositore fiammingo tra i più grandi della musica polifonica del Rinascimento, portò all'apice lo stile franco-olandese che dominava la cultura musicale europea nel XVI secolo.   La maggior parte dei suoi lavori furono stampati tra il 1555 (anno della pubblicazione della sua prima raccolta di madrigali, villanelle, canzoni francesi e mottetti a 4 voci) e il 1604 (con una raccolta postuma di m...