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Geografie sonore, la rete invisibile delle melodie medievali: alla Sapienza il progetto europeo MUSICA FRANCA

MUSICA FRANCA, progetto finanziato dallo European Research Council tramite un ERC Starting Grant nell'ambito del programma Horizon Europe, indaga il ruolo della musica come mezzo di comunicazione condiviso nell'Europa medievale, capace di favorire la circolazione di testi e idee oltre i confini linguistici e politici. Attraverso lo studio dell'imitazione melodica - intesa sia come assimilazione di tratti stilistici sia come riuso di intere melodie - la ricerca analizza le tradizioni liriche francese, galego-portoghese, tedesca e occitanica tra il XII e la prima metà del XIV secolo. L'obiettivo è ricostruire una rete di relazioni culturali oggi silenziosa, che ha contribuito in modo determinante alla formazione della storia intellettuale europea.

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Le melodie medievali percorrevano l’Europa seguendo itinerari che sfuggono ancora in larga parte alla ricostruzione storica. Passavano da una corte all’altra, accompagnavano testi in lingue diverse, venivano adattate, trasformate e riconosciute come patrimonio comune da poeti, musicisti e ascoltatori. Riportare alla luce questa fitta trama di relazioni costituisce l’obiettivo di MUSICA FRANCA, progetto finanziato dallo European Research Council tramite un ERC Starting Grant nell'ambito del programma Horizon Europe e ospitato dalla Sapienza Università di Roma.

Coordinato dal professor Stefano Milonia, il progetto ha preso ufficialmente avvio il 1° aprile 2026 e si svilupperà nell'arco di cinque anni grazie a un finanziamento di quasi un milione e mezzo di euro. Al centro della ricerca si trova il concetto di imitazione melodica, pratica compositiva centrale nella produzione lirica tra il XII e la prima metà del XIV secolo. In questo periodo, i compositori rielaboravano frequentemente melodie esistenti, riutilizzandone interi profili o adattandone strutture, formule e tratti stilistici. Questa modalità creativa, elemento cardine del linguaggio artistico dell’epoca, generava continui rimandi tra opere di aree differenti. La melodia agiva così da potente veicolo di memoria culturale, capace di far circolare modelli poetici e repertori musicali ben oltre i confini politici e linguistici.

Il progetto mette in relazione quattro grandi tradizioni della lirica medievale in volgare: quella occitanica dei trovatori, quella francese dei trouvères, la produzione galego-portoghese e il repertorio in alto tedesco medio. L’obiettivo è individuare le connessioni che legano questi corpora attraverso il riuso melodico, ricostruendo una trama di rapporti culturali che la trasmissione manoscritta conserva solo in modo frammentario. Questa prospettiva translinguistica evidenzia l'originalità della ricerca, poiché permette di osservare la cultura musicale medievale come uno spazio europeo integrato, caratterizzato da continui scambi e circolazioni.

Per affrontare un patrimonio documentario tanto vasto, il progetto sviluppa un approccio che integra ambiti di ricerca tradizionalmente distinti. Questa sinergia definisce ormai un consolidato standard metodologico, nel quale l'analisi filologica dei testi e delle fonti musicali si combina con la teoria delle reti, la rappresentazione geografica dei dati e gli strumenti computazionali, aprendo nuove prospettive per lo studio dei canzonieri medievali. Le tecnologie digitali consentono infatti di individuare corrispondenze melodiche difficilmente riconoscibili attraverso la sola analisi tradizionale delle fonti, evidenziando relazioni inedite tra repertori, aree geografiche e tradizioni linguistiche differenti.

Tra i traguardi principali della ricerca figura la realizzazione della prima edizione digitale completa della musica dei trouvères. Questa operazione editoriale riunirà in un'unica piattaforma l'intero corpus melodico conservato nei manoscritti medievali francesi, corredandolo di criteri filologici aggiornati e percorsi di consultazione interattivi. L'obiettivo è favorire il confronto diretto tra le fonti e stimolare nuove indagini sulla trasmissione musicale, sulla prassi esecutiva e sulla diffusione dei repertori.

All'edizione si affiancherà una piattaforma interattiva dedicata alla mappatura geografica delle reti di imitazione melodica. Attraverso cartografie dinamiche, sarà possibile visualizzare i percorsi seguiti da testi e melodie, osservando come determinati modelli musicali abbiano attraversato territori differenti per essere accolti, trasformati e reinterpretati in contesti culturali lontani. Questa visualizzazione offrirà una nuova geografia della cultura medievale europea, fondata sulle connessioni artistiche anziché sui confini politici.

Il progetto attribuisce particolare importanza alla formazione di una nuova generazione di studiosi, attraverso la creazione di un laboratorio interdisciplinare dedicato alla lirica medievale presso il Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali della Sapienza. L'iniziativa coinvolge giovani ricercatori di diversi Paesi, chiamati a integrare competenze filologiche, musicologiche e informatiche in attività di ricerca, seminari, trascrizione delle fonti e sviluppo di strumenti digitali. La concreta realizzazione di questo polo scientifico rappresenta uno degli elementi più innovativi dell'intero percorso di ricerca.


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