Josquin Desprez, dalla prima incisione del 1930 alla prassi storicamente informata: la fortuna discografica della Missa Pange lingua
Quasi un secolo di storia discografica racconta la riscoperta moderna di Josquin Desprez attraverso un'unica opera. La Missa Pange lingua, ultimo grande capolavoro del compositore franco fiammingo, è stata la prima sua composizione a essere registrata e la prima Messa a essere incisa integralmente, diventando il principale terreno di confronto delle diverse interpretazioni della polifonia rinascimentale, dagli anni Trenta del Novecento fino a oggi. La vicenda delle sue incisioni documenta l'evoluzione della musicologia, della prassi esecutiva storicamente informata e dell'estetica del canto polifonico.
Quando si osserva la fortuna moderna della musica di Josquin Desprez quello che emerge è un dato sorprendente. Se nel XVI secolo la Missa de Beata Virgine rappresentò l'opera liturgica più diffusa e copiata del compositore, nell'epoca delle registrazioni fonografiche il ruolo di assoluta protagonista è stato assunto dalla Missa Pange lingua. Nessun'altra Messa di Josquin ha conosciuto una presenza tanto costante nella discografia, diventando il punto di riferimento attraverso cui generazioni di direttori, studiosi e interpreti hanno definito la propria idea del linguaggio polifonico rinascimentale.
Composta probabilmente intorno al 1515, durante gli ultimi anni trascorsi da Josquin come prevosto della collegiata di Condé-sur-l'Escaut, la Missa Pange lingua appartiene alla piena maturità del compositore. Basata sulla parafrasi dell'inno eucaristico attribuito a Tommaso d'Aquino, costituisce una sintesi esemplare della sua tecnica contrappuntistica. Il canto gregoriano diventa il principio unificatore dell'intera costruzione polifonica, distribuendosi con continuità fra le diverse voci e dando forma a un equilibrio che prefigura alcuni orientamenti della scrittura del pieno Cinquecento. La limpidezza dell'impianto formale, la padronanza dell'imitazione e il rigoroso controllo dell'architettura sonora hanno fatto della Missa Pange lingua una delle opere più ammirate e studiate dell'intero repertorio rinascimentale.
La storia discografica della Messa coincide, in larga misura, con la rinascita moderna di Josquin. Il debutto avvenne il 4 febbraio 1930, quando il coro della Berlin State Academy for Church and School Music, diretto da Pius Kalt, registrò l'«Et incarnatus est» del Credo per l'antologia storica Two Thousand Years of Music pubblicata dalla Parlophone. Si trattò della prima registrazione mai realizzata di una composizione di Josquin, un evento destinato ad assumere un forte valore simbolico nella riscoperta novecentesca del maestro franco fiammingo.
Bisognò attendere il 1955 perché l'opera venisse incisa integralmente. La prima registrazione completa fu realizzata da William F. Russell con i Pomona College Glee Clubs, inaugurando una stagione di straordinaria intensità. Nel giro di appena due anni comparvero infatti altre tre incisioni complete, mentre nessun'altra Messa di Josquin aveva ancora trovato spazio nel catalogo discografico. Questo fenomeno dimostra come la Missa Pange lingua fosse già percepita quale punto d'accesso privilegiato alla produzione sacra del compositore.
Le prime interpretazioni riflettevano inevitabilmente il gusto corale della metà del Novecento. Organici numerosi, emissione vocale piena, fraseggio omogeneo e un'attenzione prevalentemente rivolta all'equilibrio sonoro piuttosto che alla restituzione delle condizioni esecutive storiche, caratterizzavano letture che oggi appaiono lontane dagli orientamenti filologici contemporanei, ma che ebbero il merito fondamentale di restituire alla circolazione un repertorio rimasto ai margini per secoli.
A partire dagli anni Sessanta e Settanta, parallelamente allo sviluppo della musicologia rinascimentale e della prassi esecutiva storicamente informata, la prospettiva cambiò profondamente. Ensemble specializzati iniziarono a privilegiare organici vocali più contenuti, una maggiore trasparenza delle linee contrappuntistiche, un controllo più raffinato dell'intonazione e un rapporto più diretto con le fonti. La Missa Pange lingua divenne così uno dei principali banchi di prova attraverso cui verificare nuove ipotesi interpretative sulla vocalità rinascimentale.
Un momento decisivo arrivò nel 1986 con la registrazione dei Tallis Scholars diretti da Peter Phillips, dedicata alla Missa Pange lingua e alla Missa La sol fa re mi. Pubblicato da Gimell, il disco ottenne nel 1987 il prestigioso Gramophone Award come Record of the Year, primo riconoscimento di tale livello attribuito a una registrazione di musica antica. Il successo contribuì in maniera determinante a consolidare la presenza di Josquin nel repertorio internazionale e favorì una nuova stagione di incisioni dedicate all'intero corpus delle sue Messe.
Negli ultimi decenni la discografia si è ulteriormente ampliata, proponendo letture assai differenti tra loro. Alcuni ensemble hanno privilegiato la morbidezza della linea vocale e la continuità del flusso polifonico; altri hanno accentuato la chiarezza della declamazione testuale e la differenziazione timbrica delle singole voci; altri ancora hanno cercato di ricostruire il più fedelmente possibile il contesto liturgico originario. Questa pluralità di approcci testimonia la straordinaria ricchezza della scrittura di Josquin, capace di sostenere interpretazioni anche molto diverse senza perdere la propria coerenza artistica.
La vicenda della Missa Pange lingua dimostra come una registrazione possa modificare la storia della ricezione di un compositore. Se per i contemporanei di Josquin il principale riferimento rimaneva la Missa de Beata Virgine, il Novecento ha eletto la Missa Pange lingua a simbolo della sua maturità creativa. Dal primo frammento inciso nel 1930 alle numerose interpretazioni odierne, questa Messa ha accompagnato l'intero percorso della riscoperta della polifonia rinascimentale, diventando non soltanto il capolavoro più registrato di Josquin, ma anche uno dei casi più significativi nella storia della moderna discografia dedicata alla musica antica.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Posta un commento