Oficios de Tinieblas: Cantoría e la drammaturgia del sacro. L'ensemble diretto da Jorge Losana tra rigore filologico e tensione spirituale
Magistrale interpretazione degli Oficios de Tinieblas di Tomás Luis de Victoria quella offerta da Cantoría nella Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli a Roma. Il concerto, fondato su una rigorosa ricostruzione del contesto liturgico originario e sulle acquisizioni della prassi esecutiva storicamente informata, ha confermato il valore dell'ensemble iberico diretto da Jorge Losana, una delle realtà più interessanti della nuova generazione della musica antica.
Nonostante un caldo incessante, a tratti proibitivo, il concerto di Cantoría presso la Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli si è distinto per un equilibrio rigoroso tra trasparenza contrappuntistica e intensità spirituale, restituendo l’Ufficio delle Tenebre secondo la tradizione della comunità spagnola presente a Roma tra XVI e XVII secolo.
Il risultato artistico della serata appare ancora più significativo considerando le condizioni ambientali nelle quali la compagine ha affrontato un repertorio estremamente esigente sul piano tecnico ed espressivo. Attraverso un controllo dinamico costante, una precisa intonazione e una notevole coesione timbrica, Cantoría ha mantenuto intatta la tensione musicale dell’esecuzione, dimostrando quella maturità interpretativa che negli ultimi anni ha favorito la sua presenza nei principali circuiti europei dedicati alla musica antica, dall’esperienza dell’IYAP al festival Laus Polyphoniae di Anversa fino ai concerti al Concertgebouw di Bruges e al Bozar di Bruxelles.
Il concerto, inserito nella giornata della Summer School internazionale «From Parchment to Pixel and Back», promossa dall’Istituto Svizzero in collaborazione con l’Università di Zurigo e le istituzioni coinvolte nel progetto, è stato preceduto da una conversazione con il direttore dell’ensemble Jorge Losana, dedicata alla sua concezione interpretativa e al rapporto tra la ricerca sulle fonti musicali e le scelte dell’esecutore.
Il progetto artistico di Cantoría ha preso forma attraverso la restituzione dell’Ufficio delle Tenebre nella sua articolazione liturgica, recuperando non soltanto la dimensione musicale della raccolta, ma anche la funzione rituale per la quale queste pagine furono concepite. La successione della polifonia rinascimentale, del canto piano e dei momenti di silenzio ha costruito una drammaturgia sonora nella quale la musica è apparsa inseparabile dal gesto liturgico, accompagnando il progressivo spegnimento delle candele sul tenebrario fino alla conclusione nell’oscurità.
In questo percorso di forte intensità meditativa, la conclusione è stata affidata allo strepitus, il fragore rituale che nella liturgia della Settimana Santa richiama il terremoto seguito alla morte di Cristo. L’effetto acustico, improvviso e perturbante, ha coinvolto direttamente l’ascoltatore restituendo il carattere teatrale e simbolico di una pratica nella quale il suono assume una funzione spirituale prima ancora che estetica. I Responsori di Victoria si confermano così tra i vertici della produzione sacra del Rinascimento europeo.
Jorge Losana, interprete e direttore dell’ensemble, ci ha offerto una lettura maturata attraverso un’approfondita conoscenza delle fonti e una costante attenzione al rapporto tra ricerca musicologica e prassi esecutiva. Il confronto avuto nel pomeriggio durante la conferenza della Summer School ha messo in evidenza questo principio interpretativo, secondo il quale la ricostruzione storica assume una funzione essenziale nel processo creativo dell’esecutore, restituendo alla musica la sua originaria forza comunicativa e la profondità espressiva legata al contesto nel quale è stata concepita.
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