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Antonio Vivaldi, The Complete Sacred Music: il monumentale progetto discografico di The King's Consort

Nel panorama della riscoperta barocca, poche imprese discografiche eguagliano la monumentale portata e la profondità filologica di The Complete Sacred Music, il cofanetto di undici CD edito da Hyperion e magistralmente interpretato da The King's Consort sotto la direzione di Robert King. Registrato tra il 1994 e il 2002, il progetto restituisce giustizia al Vivaldi più autentico, andando ben oltre la celeberrima fama de Le quattro stagioni per svelare un genio della spiritualità teatrale, capace di tradurre il dogma sacro in un tripudio di colori strumentali, affetti estremi e toccante lirismo vocale. Sostenuto da un cast stellare di specialisti del repertorio, questo viaggio esplora i capolavori emersi dalla straordinaria riscoperta manoscritta del Novecento, schiudendo vette di rara bellezza che meritano di essere celebrate disco per disco.


Immaginare oggi il repertorio barocco senza la produzione sacra di Antonio Vivaldi è pressoché impossibile, eppure, poco più di un secolo fa, questa immensa galassia musicale era totalmente sconosciuta. La svolta epocale avvenne nel 1926, quando in un monastero vicino a Torino fu rinvenuta fortunosamente una cassa contenente oltre 300 manoscritti autografi del "Prete Rosso", tra cui circa cinquanta opere sacre. Un evento che la critica ha spesso paragonato, per portata storica e culturale, al ritrovamento della tomba di Tutankhamun.

La straordinaria riscoperta ha restituito all'umanità un corpus di circa cinquanta opere sacre che svelano il volto più intimo e spirituale di Vivaldi. Questo immenso patrimonio nacque in gran parte per  valorizzare le eccezionali forze musicali femminili del Pio Ospedale della Pietà di Venezia, l'illustre istituto in cui Vivaldi operò a lungo e per il quale compose partiture caratterizzate da una scrittura vocale e strumentale di sfolgorante virtuosismo. Accanto a questo nucleo destinato alla liturgia della Pietà, molte altre composizioni videro la luce perché espressamente commissionate per solenni festività religiose e civili, rispondendo alle richieste di corti e istituzioni dell'epoca.

Quella musica immortale, concepita originariamente per cori e orchestre interamente femminili o per grandi celebrazioni liturgiche, ha trovato la sua definitiva consacrazione discografica nel titanico progetto curato da Robert King alla guida di The King's Consort e del coro associato. Pubblicata originariamente dall'autorevole etichetta britannica Hyperion attraverso una serie di volumi acclamati all'unanimità dalla critica internazionale, l'intera opera omnia sacra è stata registrata nell'arco di quasi un decennio, precisamente tra il 1994 e il 2002.

Le sessioni di incisione hanno trovato la loro cornice ideale nella chiesa di St Jude-on-the-Hill a Londra, scelta per la sua superba e calda acustica, perfetta per esaltare la trasparenza contrappuntistica e la ricchezza timbrica delle partiture. Dietro al banco di regia, la meticolosa produzione di Ben Turner e l'eccellente ingegneria del suono di Philip Hobbs hanno permesso di catturare con precisione cristallina l'equilibrio ideale tra le voci soliste di un cast d'eccezione, i complessi corali e gli strumenti d'epoca, consegnando ai posteri un monumento discografico senza tempo.

Questo monumentale cofanetto di undici CD rappresenta una pietra miliare della discografia filologica  e un'operazione di colossale restauro estetico e musicologico. Il lavoro di Robert King si avvale della collaborazione di un cast stellare di specialisti del repertorio barocco, tra cui compaiono voci del calibro di Joyce DiDonato, Nathalie Stutzmann, Carolyn Sampson, Robin Blaze, James Bowman, Sarah Connolly, Susan Gritton e Charles Daniels,  e si avvale dei fondamentali saggi musicologici di Michael Talbot a corredo dei libretti. Il risultato è un affresco sonoro di ineguagliabile ricchezza, che restituisce l'immenso spettro stilistico di Vivaldi: dai mottetti più intimi e virtuosistici ai grandi capolavori policorali come il Gloria e il Dixit Dominus, svelando un compositore capace di trasferire la tensione drammatica e teatrale del melodramma nel cuore stesso della liturgia sacra.

The Complete Sacred Music, prende avvio come un autentico manifesto della grandezza corale vivaldiana, dove spicca il grandioso Dixit Dominus (RV 594), un vero e proprio saggio di scrittura policorale in cui l’esuberanza dei contrasti dinamici e il virtuosismo dei brani centrali, come il serrato Iudicabit in Nationibus, esaltano la precisione cristallina del consort britannico. Il percorso musicale  sposta i riflettori sul genere del mottetto solistico trasformando la voce in uno strumento di preghiera e dramma teatrale, dominato da Nulla in Mundo Pax Sincera (RV 630), un capolavoro di estatica malinconia in cui la linea vocale si snoda sinuosa e immateriale prima del trionfale Alleluia finale. La monumentalità liturgica torna protagonista nel terzo disco con il multiforme Beatus Vir (RV 597), una delle partiture salmiche più ricche e articolate in cui Vivaldi tratta ogni versetto come un quadro a sé stante, alternando vigorosi interventi corali a momenti di raccolta interiorità contrappuntistica.

Il cuore drammatico della raccolta si svela tra il quarto e il quinto disco attraverso l'oratorio militare Juditha Triumphans (RV 644), l'unico lavoro del genere giunto integro fino a noi, dove in un tripudio di clarini, mandolini e tiorbe emergono la drammatica aria di tempesta Agitata Infido-flatu e la dolcissima invocazione notturna In Somno Profundo. Il sesto volume custodisce invece il sublime dolore dello Stabat Mater (RV 621), un’opera in cui Vivaldi rinuncia a ogni sfarzo esteriore per concentrarsi su armonie scure e penetranti che costituiscono uno dei punti più alti della produzione sacra settecentesca. L'espressività dei mottetti mariani anima il settimo cd, impreziosito dal Nisi Dominus (RV 608) e in particolare dal movimento Cum Dederit, caratterizzato da un andamento cullante e ipnotico di profonda meditazione mistica.

L'ottavo disco esplora la magnificenza del Gloria (RV 588) e fa risplendere il delizioso duetto del Laudamus Te, un dialogo contrappuntistico serrato e gioioso tra due voci soliste che gareggiano in agilità e limpidezza timbrica. Il clima si fa più cupo, austero e meditativo nel nono volume con il Laudate Pueri in C Minor (RV 600), dove le tonalità minori conferiscono alla preghiera una grave solennità e una sofferta tensione spirituale verso l'infinito. 

La varietà della lode mariana caratterizza il decimo disco attraverso la dolcissima Salve Regina (RV 618) in sol minore, un piccolo capolavoro di equilibrio formale che mette a nudo un lirismo vocale di disarmante immediatezza emotiva. Il viaggio si chiude infine in trionfo con il vertice assoluto del Gloria (RV 589), che dall'incipit esuberante del Gloria in Excelsis Deo fino all'imponente fugato conclusivo del Cum Sancto Spiritu suggella la grandezza di un cofanetto imperdibile per ogni estimatore della grande musica.


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