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FloReMus. Rinascimento Musicale a Firenze: al via stasera con Ein feste Burg, musiche per il giorno di nozze di Lutero

Prende il via stasera la decima edizione del festival internazionale FloReMus. Rinascimento Musicale a Firenze ideato e promosso dall'Associazione L'Homme Armé. Il concerto inaugurale "Ein feste Burg", è incentrato sulla ricostruzione congetturale della prassi musicale legata al matrimonio di Martin Lutero. La manifestazione, che si estenderà fino al 27 settembre, proporrà un'indagine sistematica e filologica del repertorio musicale compreso fra l'avvento dell'Umanesimo italiano e le prime manifestazioni dell'estetica barocca, coniugando l'esecuzione concertistica alla divulgazione scientifica.


Nato dall’impegno dell’Associazione L’Homme Armé, FloReMus riunisce interpreti e studiosi in un dialogo che trasforma la ricerca musicologica in esperienza condivisa. Tra concerti, visite guidate e conversazioni nei luoghi storici della città, la consolidata manifestazione rinnova l’eredità della tradizione musicale rinascimentale fiorentina, affermandosi come punto di riferimento europeo per la musica antica e come occasione privilegiata di valorizzazione del patrimonio culturale. 

Il concerto di apertura, previsto per questa sera alle ore 21:15 presso l'Auditorium di Sant'Apollonia in via San Gallo 25, è incentrato sulla ricostruzione congetturale della prassi musicale legata al matrimonio di Martin Lutero. L'unione coniugale tra il riformatore e l'ex monaca cistercense Caterina di Bora, originariamente celebrata il 13 giugno 1525, suscitò reazioni contrastanti tra i contemporanei, tra cui lo sconcerto dell'umanista Filippo Melantone, che in una lettera del 27 giugno lamentò il carattere improvviso e riservato dell'evento, e il successivo commento di Erasmo da Rotterdam circa il benefico influsso della consorte sul temperamento polemico di Lutero. Si presume che la componente musicale dei festeggiamenti cittadini, destinata ad accompagnare la coppia dalla liturgia mattutina alle danze cerimoniali della sera, abbia rivestito un ruolo di primo piano nella definizione formale del rito.

La decima edizione del festival internazionale FloReMus si apre quindi sotto il segno di un rigoroso storicismo musicale con Ein feste Burg, concerto inaugurale, affidato all'ensemble Capella de la Torre sotto la direzione di Katharina Bäuml, impiega un organico strumentale filologicamente conforme a quello dei Stadtpfeifer o musicisti municipali del XVI secolo, comprendente ciaramella, dulciana, trombone, organo e percussioni. All'interno di questa cornice cerimoniale, che accompagna idealmente la coppia dalla celebrazione mattutina in chiesa fino alle danze conviviali della sera, l'opera di Josquin Desprez e Heinrich Isaac riveste un ruolo fondamentale sia sul piano formale che su quello dell'evoluzione del linguaggio polifonico della prima Riforma.

Josquin Desprez, figura che Lutero stimava sopra ogni altro compositore per la straordinaria capacità di piegare la tecnica contrappuntistica all'espressività del testo, è rappresentato nel programma da composizioni emblematiche quali la frottola "In te Domine speravi", originariamente pubblicata da Ottaviano Petrucci nel suo primo libro di frottole del 1504. Sotto il profilo musicologico, questo brano incarna la sintesi tra il rigoroso contrappunto fiammingo e la linearità sillabica della tradizione umanistica italiana. La struttura prevalentemente omoritmica e la chiarezza declamatoria del testo ne facevano un modello ideale per la prassi devozionale domestica, mentre la chanson profana "Allégez moy" illustra il versante della celebrazione profana e cortese, caratterizzata da un fitto gioco imitativo a più voci e da ritmi sincopati tipici della tradizione parigina.

Allo stesso modo, l'opera di Heinrich Isaac, a lungo attivo presso la corte imperiale di Massimiliano I e intimamente legato alla tradizione musicale di area tedesca, costituisce il pilastro liturgico ed estetico del programma. L'Introitus "Loquebar de testimoniis", registrato nella ricostruzione discografica di riferimento dell'ensemble, esemplifica la maestria di Isaac nell'elaborazione del cantus firmus, integrando la melodia gregoriana all'interno di una densa trama polifonica dotata di grande solennità cerimoniale. Accanto alla produzione sacra, i lavori strumentali di Isaac quali la celebre chanson "La morra", l'enigmatico "Carmen" e la lirica frottola "Fammi una gratia, amore" delineano la dimensione conviviale del banchetto nuziale e delle successive danze serali. In questi lavori, la scrittura imitativa si fa più flessibile e aperta alle influenze della musica strumentale italiana, anticipando la prassi di adattamento e di intavolatura che avrebbe dominato la circolazione del repertorio strumentale nel tardo Cinquecento.

L'inserimento di questi maestri a fianco di compositori legati direttamente alla prima cerchia luterana, quali Ludwig Senfl e Johann Walter, consente di apprezzare la continuità stilistica che legava la grande tradizione polifonica franco-fiamminga alla neonata estetica musicale riformata. Attraverso l'interpretazione di Capella de la Torre, la fusione tra la solennità dei mottetti sacri e la vivacità ritmica delle danze e delle canzoni profane restituisce al pubblico moderno non solo una pregevole esecuzione artistica, ma un vero e proprio documento storico sonoro delle tensioni e delle aspirazioni culturali del primo Rinascimento tedesco.

Il percorso concertistico serale proseguirà venerdì 11 settembre, sempre presso l'Auditorium di Sant'Apollonia, con la formazione spagnola Capella de Ministrers guidata da Carles Magraner, che presenterà un focus incentrato sulla figura storica di Lucrezia Borgia attraverso le composizioni di Joan Cornago, Bartolomeo Tromboncino e Alexander Agricola. Giovedì 17 settembre, presso il Cenacolo del Fuligno, la clavicembalista Catalina Vicens proporrà una disamina del repertorio tastieristico e degli strumenti a pizzico in voga nelle corti europee del Cinquecento, con brani di Marchetto Cara, Luis Milán e John Dowland. Successivamente, domenica 20 settembre, i complessi residenti dell'Homme Armé indagheranno le relazioni e i flussi di influenza musicale intercorsi tra le corti di Firenze e Mantova a cavallo tra Cinque e Seicento.

A integrazione della proposta concertistica principale, il festival prevede la sezione dei "Concerts à boire", dedicati ai giovani interpreti, con esibizioni nel cortile di Palazzo Medici Riccardi il 18 settembre e nella Chiesa di San Donato in Polverosa il 26 settembre, dove il Lunaensemble eseguirà i Madrigali spirituali di Giovanni Pierluigi da Palestrina. La dimensione scientifica e d'archivio è rappresentata dalle visite musicali guidate all'interno delle collezioni delle biblioteche storiche fiorentine, tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale il 14 settembre, con una sessione dedicata alle intavolature polifoniche curata da Gabriele Rossi-Rognoni e Dario Landi, e la Biblioteca Marucelliana il 24 settembre, estendendosi anche alla Biblioteca Medicea Laurenziana. Parallelamente, si svilupperà un ciclo di conversazioni scientifiche che tratteranno temi quali l'arte della diminuzione il 10 settembre con Anna Lodone e Giorgos Kakitsis, l'analisi dell'etica economica francescana il 24 settembre e la riforma del calendario mediceo ad opera di Andrea Berni il 25 settembre. La manifestazione si concluderà domenica 27 settembre con una passeggiata musicale e storica organizzata in collaborazione con Tempo Nomade, finalizzata alla rievocazione dell'assedio di Firenze del 1529-1530 e culminante in un breve concerto d'organo nella Chiesa di Santa Margherita a Montici.


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