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Palestrina, Canticum Canticorum: la forma del desiderio nella lettura di The Sixteen. Il progetto discografico restituisce l’intero corpus dei mottetti

The Sixteen, sotto la direzione di Harry Christophers, presenta per CORO Records il nuovo progetto discografico dedicato al Canticum Canticorum di Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’edizione, articolata in due CD, comprende i ventinove mottetti del Cantico dei Cantici e due registrazioni inedite, Guttur tuum sicut e Veni, veni dilecte mi. 


Con Palestrina Songs of Songs The Sixteen, sotto la guida di Harry Christophers, portano a compimento un lungo percorso discografico, riunendo in un unico progetto l’intero corpus dei ventinove mottetti del Canticum Canticorum. Il progetto dedicato alla produzione di Giovanni Pierluigi da Palestrina si è sviluppato nell’arco di quindici anni, attraverso una serie di incisioni costruite attorno alle principali raccolte del compositore. Nel corso di questo itinerario, i mottetti sono stati distribuiti in gruppi all’interno dei diversi volumi della serie; il nuovo doppio album li riunisce ora nella successione completa della raccolta del 1584.

Nei precedenti volumi, l’accostamento fra Messa e mottetti contribuiva a creare quella varietà di percorsi d’ascolto che Christophers definisce “real ebb and flow”, un continuo fluire e rifluire determinato dalla successione di repertori diversi. Ritroviamo, ad esempio, il celebre trittico di apertura composto da Osculetur me, Trahe me post te e Nigra sum nel secondo volume della serie, accostato alla festosa Missa Hodie Christus natus est; i mottetti dal numero 4 al 6, fra cui Vineam meam non custodivi, confluiscono nel terzo volume insieme alla Missa Regina Caeli; i numeri 9–11, Tota pulchra es, Vulnerasti cor meum e Sicut lilium inter spinas, compaiono nel primo volume, fino ai mottetti conclusivi 25, 26 e 27, inseriti nell’ottavo accanto alla Missa Fratres ego enim accepi.

Il doppio album ricompone oggi una continuità d’ascolto che i precedenti volumi avevano evidentemente frammentato. La forte componente lirica ed erotica del testo biblico viene qui restituita attraverso una particolare attenzione alla linea melodica, alle relazioni fra le voci, alle inflessioni cromatiche e alla pittura musicale delle immagini testuali, in cui desiderio, separazione e ricongiungimento emergono con precisa forza espressiva.

D'altro canto, è proprio nel rapporto fra parola e scrittura musicale che The Sixteen trova uno dei suoi tratti più riconoscibili. Una lettura che si distingue per una rara coerenza estetica, fondata su un perfetto equilibrio timbrico che esalta l'intricato contrappunto senza mai sacrificare l'intellegibilità del testo. In Palestrina Songs of Songs Christophers rifugge sia dal freddo accademismo sia dall'eccesso drammatico, rintracciando la corretta chiave di volta interpretativa in una sensualità spiritualizzata, dove il calore espressivo affiora dall'interno della stessa purezza formale del Princeps.


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